Pachidermi e pappagalli, Francesco Gabbani e il Pendolo di Foucault


LORENZO BARBERIS

(disclaimer: divertissment esoterico sulle note del "Pendolo di Foucault")

Francesco Gabbani - che di recente ho potuto anche sentire qui da noi, al Wake Up Festival di Mondovì, in qualche modo mi ha sempre divertito coi testi delle sue canzoni più famose. Quest'ultimo albo, "Magellano", non fa eccezione, e soprattutto con la canzone-video "Pachidermi e pappagalli" il buon Gabbani va ad affrontare il tema del complottismo, che mi ha sempre interessato.

L'interesse per il misticismo in senso lato è sempre stato tipico di Gabbani, da "Amen" (vedi qua) a "Occidentali's Karma" (vedi qui). Dopo le religioni essoteriche orientali e occidentali, Gabbani va ad occuparsi dell'esoterismo, sempre col solito stile irridente ed apparentemente superficiale, scrivendo una specie di suo personale "Pendolo di Foucault" (o forse la citazione è da un altro romanzo di Eco, come vedremo).

Già la copertina dell'albo musicale denota il gioco ermetico intrapreso. Il riferimento a Magellano (1480-1521), il circumnavigatore del globo, ritorna nel video dove il "Gabbani personaggio" è prigioniero su una nave dove elabora le sue speculazioni iniziatiche.

Il titolo in caratteri gotici può essere un rimando vagamente "templare", meglio di Magellano al proposito sarebbe funzionato Cristoforo Colombo, inserito nella narrazione dei templari controllori occulto del globo. Ovviamente, il Gabbani che guarda nella bussola invece che nel cannocchiale diventa un rimando ironico  al tema dell'Occhio Onniveggente (che proietta la sua luce esoterica, anche qui), abusato dalle popstar, e la rosa dei venti della bussola è comunque una variatio sulla croce ottagona templare.


Magellano come circumnavigatore rimanda comunque all'idea del complotto globale con cui il New World Order controlla tutto il mondo. All'inizio del video, del resto, troviamo la classica mappa che ricostruisce il Grande Piano, col triangolo nell'occhio al centro. Gabbani su una goletta, in tuta antiradiazioni, è circondato da ritagli di tabloid sui complotti: impossibile citarli tutti, ma è da notare che non sono affatto casuali, ma ogni pagina contiene un dettaglio di misteri diverso. Tuttavia paiono poi in gran parte confluire nella canzone, sia pure appena accennati.

lo sai che tutto il mondo è chiuso
in un display
il DNA
dell’umanità
viene da lontano
che ogni tre respiri sciogli due ghiacciai
il telefono ci spia
sono della CIA
il silenzio è d’oro

Gabbani è accompagnato da un piratesco pappagallo, citato nel titolo (probabile il rimando al "ripetere a pappagallo" tipico dei complottari, che come ricordava lo stesso Eco si copiano l'un l'altro; il pachiderma rimanda forse all'elefantiaco memoriale del complottismo stesso).

"Il mondo chiuso in un display" a un primo livello rimanda ai Napalm51 rinchiusi nelle loro camerette a compulsare misteri su internet: ma è anche la sapienza gnostica per cui tutto il mondo è matrix. La sua posizione iniziale è significativa, e avvolge tutto il resto, che prosegue con un particolare rilievo al complottismo alieno, del resto l'uber-complottismo.

Il DNA umano è frutto di un progetto alieno (tornerà sul finale questo tema dell'uomo "già clonato"); curioso poi inserire il riscaldamento globale, che viene affermato dal mainstream e negato dai complottisti, mentre scritto così Gabbani sembra dire che è il global warming il complotto. Una mescolanza che tornerà in tutta la canzone.



"Il silenzio è d'oro" perché la CIA ci spia, ma è anche uno dei grandi principi alchemici di portata filosofica più ampia (che, ironicamente, Gabbani viola sciorinando misteri su misteri, come i moderni e loquaci "esoteristi"), simboleggiato da Horus Arpocrate che fa il gesto del silenzio iniziatico.

sai che Gandhi era un massone
i Beatles un’invenzione
e che Adolfo si è salvato
il Titanic mai affondato
le catastrofi naturali?
tutta colpa dei Templari
scie chimiche e marziani
Rettiliani!

Va notato che, subito dopo, il "Gabbani complottista" dichiara che le "catastrofi naturali" sono colpa del piano templare, contraddicendo in parte quando detto prima sullo scioglimento dei ghiacciai. Si elenca una sfilza di templar-massoni marzian-rettiliani, col frisson provocatorio di accomunare Hitler e Gandhi nel Grande Piano (oltre ai Beatles, più avanti troveremo star musicali come Elvis e Marilyn). Il mancato affondamento del Titanic rimanda al tema marinaresco del complotto.

oh my darling
son solo al mondo mentre tu mi parli
e provo a concentrarmi
oh my darling
fortuna abbiamo punti fermi e saldi
pachidermi e pappagalli
lo sai, la terra è piatta e dominata ormai
dalle lobby gay
da banchieri ebrei
un padrone solo?
Che Marylin ed Elvis vivono alle Hawaii
hanno aperto un bar
che si chiama Star
fanno affari d’oro



"Oh my darling" dell'enigmatico ritornello rimanda forse ad "Oh my darling Clementine", per il classico e ironico contrasto alto/basso. Il club "Star" delle popstar illuminate "defunte" che fa affari d'Oro (alchemico?) può essere un rimando all'unico Superiore Sconosciuto che si cela dietro le varie logge e lobby. Tra l'altro il Gabbani del video, mentre recita queste strofe, ha delle cuffie con sopra una stella, con cui cerca di sentire trasmissioni (aliene?) tramite una antenna parabolica.

l’uomo è stato già clonato
fatto a pezzi, resuscitato
si può campare a fieno
peggio il latte del veleno!

Di nuovo, si alternano memi del complottismo alieno (qui l'idea raeliana, ma non solo, della resurrezione come clonazione, che si collega in generale a tutto il tema degli alieni creatori dell'uomo) con temi soggetti a critica ma più generici, quale il veganesimo (solo accennato, tra l'altro, per prudenza: sì al fieno, non al latte).

non esiste prova alcuna
dello sbarco sulla Luna
le piramidi egiziane
sono marziane!


L'ultima strofa cita di nuovo due esoterismi "alieni" in senso lato: la falsificazione della missione lunare (in questo Gabbani riprende il tema di Over the top of the world, tra i video musicali che ironizzano sul complottismo; vedi qui) e l'origine aliena delle piramidi. Gabbani ritorna qui sul terrapiattismo anche nel video, perché vediamo la terra come una grande isola di Laputa fluttuante nello spazio. Un contrasto, ovviamente, con il Magellano del titolo, che circumnavigando il globo ne aveva dimostrato la sfericità (già comunque creduta dalla gran maggioranza dei dotti anche nel medioevo).

E a questa nostra nuova religione,
un giorno proveremo a dare un nome
e a questo immenso canto a luci spente
dove tutto è eterno e dura poco più di niente

La terra piatta appare e poi subito deflagra, attraversata da una macchina guidata da Gabbani che poi entra in un wormhole e sbuca nei pressi del nostro sole, salutando gli astronauti sulla Luna. Simbolicamente Gabbani passa dal mondo dove vigono le regole del complottismo al nostro: siamo in una evidente sequenza onirica, al cui termine Gabbani si risveglia in un cinema, dopo un film, e viene cacciato da un uomo delle pulizie tatuato e biancovestito, interpretato dal rapper Salmo. Tutto un sogno, dunque: oppure gli Illuminati al servizio dei Rettiliani hanno organizzato il modo di fargli pensare così.

Sullo sfondo di questa ultima scena, il finalino edificante sulla "nuova religione" vuota del cospirazionimo, un "immenso canto a luci spente", eterno ed effimero al tempo stesso, tutto è vero e quindi nulla lo è.

Una parodia quindi del complottismo, con cui Gabbani torna ancora una volta sulla vuotezza di senso dell'occidente moderno: ma dando al contempo spazio e visibilità a teorie esoteriche, sia pure cucite in un calderone disorganico e parodistico.

Non un organico "Pendolo di Foucault" (1988), dunque: ma potrebbe esserci un rimando a "L'isola del giorno prima" (1994), il successivo e terzo romanzo "esoterico" di Eco ambientato nel '600, dove troviamo un simile tema marinaresco - il protagonista, come il Gabbani del video, è un appassionato di esoterismo che, intrappolato su una nave in mare aperto, è spinto al delirio. Ma non solo: il protagonista è alla ricerca di un "Punto Fijo", un appiglio "fermo e saldo" dice invece Gabbani, che permetta di rendere sicura la navigazione, e che i suoi superiori vanno cercando non in modo scientifico, ma esoterico (ovviamente sbagliando).

Si tratta di un'opera, quella di Eco, volutamente barocca (anche dato il secolo), meno organica del Pendolo o del Nome della Rosa, proprio per satireggiare anche sul postmoderno (attuale oggi come allora) come "neo-barocco". Difficile dire se sia una suggestione voluta o meno: Gabbani è sufficientemente colto per conoscere il riferimento, ma può essere solo una sovra-interpretazione prodotta dalla sovrapposizione di temi (un appassionato di esoterismo disperso in mare, alla ricerca di un Punto Fisso nel delirio esoterico).


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