Mister Pynchon e la fondazione di Springfield


LORENZO BARBERIS

Un post leggero, di storia dell'arte esoterica (da non prendere, ovviamente, sul serio). Sta rimbalzando in questi giorni su una certa cerchia di arte esoterica questo "Mr. Pynchon and the settling of Springfield", un dipinto del 1937 dell'artista di origini italiane Umberto Romano.


L'elemento che ha colpito l'immaginario collettivo è che questo indiano (con un curioso pizzetto egizio, tra l'altro) riceve stupito uno specchietto che, però, ad alcuni ha fatto pensare a un cellulare di ultima generazione. Dal che, le varie speculazioni sul "dipinto misterioso" e così via.


Umberto Romano (1906-1982) è in effetti un pittore del periodo attestato anche per altri lavori, più tradizionali (vedi qui) anche se questo dipinto della fondazione di Springfield è ormai, naturalmente, la prima opera che emerge. Nato vicino a Salerno nel 1906, si trasferisce in USA nel 1915 con la famiglia, stanziandosi appunto in una delle tante Springfield americane, quella del Massachussets, dove nel 1777 Washington fondò la Springfield Armory.

Dopo un primo percorso in città, come pare profetizzato dal suo nome, si sarebbe recato a studiare a Roma, presso l'Accademia americana in loco, dove sarà vicepresidente dal 1967 al 1974 (insegnandovi fino al 1978). Nel suo stile figurativo, che in effetti risente di alcuni esiti dell'arte italiana del periodo, effettuò anche un ritratto della madre di Roosevelt, mentre in stile espressionista ritrasse in seguito Einstein e Kennedy ((e questo può fornire materiale ai complottisti, volendo lavorare molto con la fantasia: ma c'è di meglio, come vedremo). Questo dipinto, del 1937, rimanda al periodo del suo insegnamento americano, e fa parte di un ciclo di sei dipinti dedicati alla nascita della sua città (questo è almeno quanto si trova qui, in sintesi).

Al link precedente troviamo anche altre informazioni interessanti:

In 1651, Springfield was the site of the first witch trial in America when husband and wife Hugh and Mary Parsons accused each other of witchcraft. While both were acquitted of witchcraft, Mrs. Parsons was found guilty of murdering her own child and sentenced to death. At that same meeting of the Massachusetts General Court, Mr. Pynchon was charged with heresy over the publication of his book, The Meritorious Price of Our Redemption, which was inspired by his disillusionment with Puritanism. The book had been published in 1650 and subsequently became the first book to be banned in Boston.

Springfield (nome di città americana per eccellenza, come insegnano i Simpson) è dunque luogo fondativo anche dell'ossessione puritana per la caccia alle streghe, e lo stesso Pynchon non sfugge a questo clima paranoide ed esoterico (pur uscendone indenne).



Viene per curiosità da chiedersi se di questo Pynchon sapesse qualcosa il Pynchon più famoso per i complottisti, Thomas Pynchon, che alla paranoia sulle telecomunicazioni dedicò il suo romanzo più famoso, "L'incanto del lotto 49" (1965), uno dei fondamenti del postmoderno. Tutto il romanzo è percorso dalla paranoia per un complotto delle comunicazioni che taglia la storia lasciando segni misteriosi in opere marginali: Pynchon non parla di posta (e telecomunicazioni) e non di cellulari, ma se l'avesse fatto, quest'opera ci sarebbe stata benissimo.

Oppure sarebbe bello se a conoscere l'opera fosse un altro dei fondatori del postmoderno, Matt Groening, l'autore dei Simpson. Nella sua opera infatti c'è una puntata in cui troviamo Pynchon, Spriengfield e un cellulare. Una pura coincidenza, naturalmente, ma è ugualmente divertente così.


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