PolisGraphics: Artieri di tutto il mondo unitevi!



LORENZO BARBERIS

La mostra PolisGraphics del MIAAO torinese si annuncia d'impatto fin dalla locandina: una iconica falce e martello novecentesca, che tuttavia nella rilettura di Nicolò Tomaini vede la stella farsi la mela dell'Apple, e il martello la F di Facebook. Dopo l'annacquamento negli anni '70 del comunismo hippie "falce e mirtillo", un comunismo "apple and social"?

In ogni caso, uno spunto di riflessione interessante, che va a indagare il rapporto tra politica, simboli e nuovi media. Citando il comunicato stampa della mostra:

"Il titolo della mostra PolisGraphics è una dichiarazione di intenti: si vogliono infatti documentare alcuni lavori realizzati a partire dagli inizi del XXI secolo da ventisette grafici, artisti, artieri, illustratori, architetti, designer italiani di varie generazioni sul tema della polis intesa nell’ accezione ampia del termine: città, comunità, democrazia, autonomia, e come radice etimologica del termine politica. Politique d’abord e Art without Boundaries quindi, citando l’intestazione del seminale libro di Gerard Woods, Philip Thompson e John Williams (Thames and Hudson, 1972)."  



PolisGraphics comunque non vuole essere una esposizione nostalgica dove l'engagé diviene dépassé, ma un florilegio spregiudicato, una nuova e irriverente raccolta di Fleurs Du Mal visivi, questa volta, che vuole mostrare al suo hypocrite spectateur che la cultura d'opposizione politica è alive and kicking, un pensiero laterale tutt'altro che scomparso.

Il comunicato stampa cita a esempio la coppia, formatasi per l’occasione, composta da Mauro Bubbico (vedi opera sopra)e Mario Cresci, che invita a considerare “la tradizione come rivoluzione”, in una lettura diversa, persino “avanguardista” della cultura popolare, e del Sud come terra eletta per un nuovo tipo di progettazione, anche esistenziale.



Di Claudio Calia si citano i lavori a fumetti per le lotte contro la TAV, a fianco di una mappa dei centri sociali presentata da Zerocalcare. Accuse alla mercificazione dell’arte e del design sono avanzate da Ugo La Pietra che rende omaggio all’ Ezra Pound di Contro l’Usura e, in più “comiche” modalità, da Undesign. Di Ugo La Pietra non posso non ricordare, su questo blog, la presenza "monregalese" alcuni anni fa, con una mostra di indubbio interesse (vedi qui).



Mary Tremonte, attivista lesbica discepola della studiosa femminista Silvia Federici, turba e delizia con le sue risografie e serigrafie per Queer Scouts; Franco Ferrero ironizza su certo immaginario maschile (di cui abbiamo trattato più ampiamente qui, sul blog) e Andrea Vecera denuncia vere violenze sulle donne.


Andrea Mariscotti



Nicolò Tomaini

Non possono mancare poi i rimandi alle culture cyberpunk e steampunk, strettamente interconnesse in quel passaggio tra gli '80 e  i '90 in cui si è iniziata questa cultura informatica globale: Tommaso Tozzi, tra i promotori delle culture cyberpunk in Italia, propone un quadro sinottico di suoi lavori riuniti sotto il titolo emblematico Hacker Art. Marco Calabrese, Alessandro Scali, Mauro Gottardo illustrano prove di passaggio dal digitale all’analogico attraverso un apparecchio steampunk come il Giphoscope creato e fabbricato dai primi due e gli stupefacenti disegni a penna a sfera di Gottardo.

Ci troviamo in qualche modo di fronte ad opere d'arte di quello che potremmo chiamare neo-cyberpunk, ovvero quando la riflessione sull'ipertecnologia non è posta in un domani remoto, ma nell'oggi immediato, come appare nei sulfurei mondi credibilissimi descritti da Black Mirror.

E se in Leandro Agostini della falce e del martello restano solo i manici, nella stampa lenticolare di Jorrit Tornquist la vista del nostro stellone è turbata da un’ambigua percezione di emblemi rosso-neri; ma negli stendardi di Nicolò Tomaini e Andrea Mariscotti i simboli dei “nuovi regimi” social del web interferiscono con quelli totalitari di un tempo, del comunismo e del nazismo, ma anche della sempre più imperante Egocrazia, che fa del cellulare il suo totem e monolito nero.

Una simile direzione di ricerca è imboccata anche da Massimiliano Zoggia con un assemblage “omografico”. La FIAT poi, in una esposizione di questa natura allestita a Torino, non poteva mancare: così Mario Benvenuto celebra la vecchia cosiddetta Officina Stella Rossa nella quale erano concentrati i “sovversivi”, mentre i Diversi Associati ridisegnano la pianta, e indicano una futura e insieme antica destinazione a parco di Mirafiori.



Di altri artieri si affiggeranno manifesti per partiti d’invenzione e polemici verso le politiche urbane e culturali correnti con i loro slogan, a partire dal non identificato “Banksy di Torino” che tra gli altri ha preso di mira la Sindaca Appendino con Pugn e mes, d’après Armando Testa; Sergio Cascavilla con Né a destra né a sinistra ma con i vincitori; Guerrilla Spam con Shit art fair, dedicato alla fiera Artissima e a Maurizio Cattelan; ed Elio Varuna con Per il ritorno delle barriere estetiche.



Come conclude giustamente il brillante comunicato stampa: "Ecco, il rischio è forse, rinviando al Giorgio Bárberi Squarotti di Poesia e ideologia borghese (Liguori 1976), di confondere l’ingiustizia economica e sociale con l’insufficienza estetica e progettuale del mondo. Ma per i curatori della mostra, e per molti invitati più “disciplinati” principiando dalla giovane talentuosa Silvia Virgillo, dal rigoroso, architetturale artista e designer in bianconero Marcello Morandini e dal policromo, sofisticato “artiste décorateur” Alessandro Moreschini, si può teoricamente sostenere, in un ludo verbale maccheronico, che estetica etica est." 





La mostra PolisGraphics è stata concepita e organizzata nel contesto del programma culturale collaterale ai Torino Graphic Days, di Torino Design of the City, settimana di incontri, esposizioni e workshop dedicati al design e all’assemblea della World Design Organisation (WDO)™

PolisGraphics.
Nuove arti applicate “impegnate”

Curatela: Enzo Biffi Gentili con Michele Bortolami, Tommaso Delmastro e Lorenza Bessone
per il Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO della Congregazione dell’Oratorio di Torino con un apporto critico di Carlo Branzaglia
Sede: Galleria Sottana del MIAAO Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi via Maria Vittoria 5. 10123 Torino Italia
Periodo di svolgimento: dal mercoledì 11 al martedì 31 ottobre 2017
Inaugurazione: mercoledì 11 ottobre ore 18. 

Finissage: martedì 31 ottobre, Halloween. 
Giorni di apertura: dal martedì alla domenica, lunedì chiuso. Ore 15-20 INGRESSO LIBERO

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