BoJack Horseman / Animal Farm: allegorie a confronto.


LORENZO BARBERIS.

Come molti, ritengo che BoJack Horseman sia una delle grandi opere (non solo dell'animazione) del nostro tempo, e che segni uno spartiacque nelle possibilità espressive del medium (come molte altre serie notevoli prima, ovviamente). Ne ho scritto qua, per Culture Club 51, la rivista culturale delle mie zone con cui collaboro (se vi interessano le mie cose, dateci un'occhiata).

Sarebbe inutile duplicare quanto ho già avuto modo di chiarire là, ma questo pezzo è per una mia (sovra?)interpretazione che richiede un approfondimento più "da blog". Le corrispondenze che vado a presentare potrebbero essere in parte coincidenze, sia chiaro: ma è indubbio che la serie faccia un lavoro molto accurato sul concetto di animali antropomorfi: ad esempio, l'opionionista repubblicano in forma cetacea (vedi sopra) è un rimando abbastanza plausibile a una certa caricatura borghese della satira francese di inizio '900, e sono convinto che, scavando, si potrebbero trovare corrispondenze più precise rispetto a quella, immediata e ovvia, a Richard Scarry che avevo evidenziato nel mio primo articolo.

In particolare, però, è un parallelo probabilmente azzardato che mi è frullato di recente in testa spiegando la rivoluzione russa, lo stalinismo e, di conseguenza, George Orwell e "Animal Farm".



La caustica fiaba orwelliana non ha in teoria un protagonista; ma è chiaro che il personaggio centrale, apparentemente positivo, è quello di Boxer (Gondrano nella non ottima traduzione italiana, che perde la sua natura di stolido combattente). Boxer è di buon cuore e gran lavoratore (in parte, si sovrappone alla figura di Stakanov, ma la sua metafora è più ampia: è il comunista onesto che rifiuta di vedere le cose come sono), ma la sua incapacità di ragionare autonomamente e di ribellarsi al compagno Napoleon ("che ha sempre ragione") è una concausa del consolidarsi del regime stalinista di quest'ultimo. La sua centralità è ancora più evidente nel film del 1955 (di propaganda anticomunista, ma di ottima fattura) più che nel romanzo del 1945: è la sua macellazione a far covare la rivolta (mentre nel romanzo, pessimistico, è un evento come altri, che non produce altro che rassegnazione).


BoJack ovviamente non è simile a Boxer: è il suo opposto. Nichilisticamente indolente ma intelligentissimo, invece che lavoratore eroico ma stolido. In comune ha però varie cose: indubbiamente, una analoga spinta all'autodistruzione, sotto una analoga maschera positiva (il brillante per BoJack, l'onesto per Boxer). Il nome ha una radice comune: BoJack appare chiaramente il composto di Jack più un altro nome, abbreviato: potrebbe essere Boxer?

Difficile dirlo, ovviamente, ma non impossibile: il padre di Horseman viene dalla classe operaia, sia pur con velleità letterarie, e nel mondo di BoJack esistono veri cavalli della realtà, con un ruolo simile adattato al nuovo mondo (Secretariat, che BoJack idolatra da bambino e alla fine interpreta coronando un sogno - ed essendone subito deluso - è un vero cavallo da corsa oggetto di un film: solo che nel mondo di BoJack è direttamente un corridore). Boxer, che è anche una metafora di Stakanov, potrebbe essere stato messo nel nome di BoJack dal padre come provocazione (specie contro la facoltosa famiglia capitalistica della madre di BoJack), e magari Boxer è una figura di eroe rivoluzionario nel mondo di BoJack.

Tra l'altro, la famiglia materna di BoJack possiede appunto la SugarMan corporation, che commercia zucchero; certo è perché i cavalli sono ghiotti di zuccherini, ma SugarCandy Mountain è, in Animal Farm, il Paradiso (illusorio) di cui parla Moses, il corvo domestico simbolo della religione (e, in particolare, della chiesa ortodossa).

Inoltre, come mostrato nelle due immagini sopra, un viaggio ferale rappresenta la fine di Boxer e la fine della terza stagione per BoJack, sopra il suo panfilo di lusso appena comprato ma oppresso dal non senso dell'esistenza: entrambi accomunati dall'espressione stolida con cui "vanno verso il macello" (per ingenuità Boxer, per troppa, inutile raffinatezza BoJack). BoJack si riprenderà, a suo modo: ma in quel finale, il suo volto è il segno di una resa invincibile, opposta ma identica a quello di Boxer/Gondrano.



L'ultimo elemento accomunante è l'antitesi che lega le due opere: Animal Farm è una satira spietata del comunismo sovietico, BoJack del consumismo hollywoodiano nella sua fase terminale. Naturalmente, è anche possibile che le simmetrie individuate sopra siano pure coincidenze, e derivino da alcuni tratti ricorsivi nelle allegorie animali dell'uomo, che sono un tema antico quanto la storia (le prime risalgono agli Egizi). Pure, mi pareva interessante accennare di questo possibile parallelo.



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