Happy! di Grant Morrison - la serie tv / recensione


LORENZO BARBERIS

Come noto, Netflix ha avviato una collaborazione con Grant Morrison per trasporre su schermo il suo universo narrativo. Il primo esempio è un fumetto relativamente minore dell'autore degli Invisibles e di Nameless, "Happy!", un romanzo a fumetti relativamente breve, una buona idea sviluppata in modo sbrigativo che qui viene ampliata a dovere. E, nel mentre, viene anche palesato maggiormente un gioco di simbolismi esoterici cari all'autore, meno evidenti nell'originale (ovviamente, di qui in poi, spoiler alert: guardate prima la serie tv).

Happy è ovviamente l'amichetto immaginario di Hailey e, quando questa viene rapita dal Babbo Natale cattivo, va a chiamare Nick Sax, ex poliziotto totalmente disilluso che non sa di avere una figlia. Bad Santa, alla fine, morirà impiccato, secondo una diffusa simbologia massonica che parte dai Tarocchi (e appare anche ne Il Pendolo di Foucault e in The Machine Of Fear di Alan Moore - che a sua volta cita il reale "suicidio" di Calvi dal Ponte di Londra).

Happy è un unicorno volante blu, mentre il mandante del Bad Santa è il gangster Blue, che a sua volta obbedisce ad una elite che si ritrova in festini alla Eyes Wide Shut. C'è una indubbia simmetria tra i due, resa evidente dal nome incongruo del mafioso. 

Allo stesso modo, Bad Santa e Nick sono resi simmetrici dal tema natalizio: Nick infatti indossa per tutta la serie una sciarpa natalizia (che sembra quasi una stola sacerdotale). Nick sta poi per Nicholas, ovvero Niklaus, Santa Klaus, con ulteriore connessione. Il rimando al Sax può far pensare al Dottor Sax di Kerouac: il protagonista del romanzo omonimo (1959) infatti inizia a vedere il Dottor Sax come inizio di una discesa agli inferi di stampo lisergico.

Nel tema natalizio, Hailey può richiamare la (cometa di) Halley, che è quella passata sulla terra con l'avvento di Cristo. La Stella è una figura iniziatica importante nella tradizione ermetica, ma anche nel milieu specifico del fumetto "esoterico": "Stardust", romanzo e film di Neil Gaiman, ha al suo centro la "caduta di una stella" che entità malvagie vogliono sfruttare per il suo potere.

Da notare che l'alta società che usa Blue come galoppino (egli cerca una password per prendere il loro controllo) e si ritrova in feste orgiastico-iniziatiche vestiti da scarafaggi fa catturare dei bambini per usarli, si lascia intendere, per fini turpi; ma questi non vengono mai precisati e se, da un lato, il lettore è spinto a pensare la cosa più ovvia, appare probabile una funzione rituale. 

La "password" che Blue stesso cerca, conosciuta dal nipote morto, non è probabilmente una password a un file coi nomi dell'alta società membri della setta, ma una "parola di passo" per controllare "i peggiori demoni", come dice il nipote Disco Mikey che la conosce, e probabilmente non in senso metaforico (durante il suo ritorno dai morti, Mikey, posseduto, porta una maglietta ironica con sopra scritto "I want you to beer me", che potrebbe alludere a "I want you to bear me", "voglio che tu mi porti": egli appare infatti posseduto da un demone connesso al potere della Parola-Chiave).

Tutti i nomi dei personaggi sembrano nomi parlanti: Amanda, la madre di Hailey, è la personificazione dell'Amore, sia verso la figlia, sia nel senso di fiducia (non ingenua) verso il mondo (vuole avere dei figli, nonostante sia un mondo orribile, e contro quanto ne pensa invece inizialmente Nick). L'agente McCharty, amante di Nick, rappresenta l'unica poliziotta non corrotta e porta non a caso il nome del senatore incarnazione della lotta contro il comunismo, con cui ha in comune una certa rigidità. 

Smoothie ("liscio"), il gangster numero due di Blue, deve il suo nome all'assenza di genitali. Un tratto che, a sua volta, stabilisce una simmetria con Happy, che è - non a caso - un Unicorno: nel mito, un animale che poteva essere evocato solo da una vergine, con una valenza evidentemente erotico-simbolica del Corno (il Corno di Narvalo, creduto nel medioevo di Unicorno, era usato nelle pozioni amorose).

Il figlio di Blue, il bambino serial killer di amici immaginari, ha per amico immaginario un cane a tre teste, come Cerbero, che usa per catturarli. Notiamo che la famiglia mafiosa Scaramucci (da "scaramuccia", con rimando alle costanti scaramucce della guerra di mafia in cui è coinvolta) ha molti membri dotati di capacità iniziatiche: Mikey torna dai morti (con aiuto di demoni, probabilmente, ma che lo scelgono probabilmente perché è un buon vascello), la nonna è in grado di evocarli per divinazione, come una Pizia (e rimprovera alla nipote di aver abbandonato le antiche credenze), il vecchio Don che ha dato a Mikey la "password" (di tipo sovrannaturale) e appunto il piccolo Jimmy vede le creature del "piano astrale", sia pure minori come gli amici immaginari. Finora Blue era rimasto inconsapevole di questa dimensione, da cui però viene coinvolto nel finale.

Il malvagio Shine è connesso simbolicamente a Smoothie ("luccicante" /  "lucidato"): se il secondo sta subito sotto a Blue, lui sta subito sopra come portavoce della Setta (ma a sua volta obbedisce probabilmente a "superiori sconosciuti", umani e non). Lo spettacolo "Wishtacular" con le mostruose "Wishies" e i loro tre desideri (quelli del Genio, ovvero il Djiin, il demone della tradizione araba) è probabilmente un rito di chaos magick (un hypersygil, secondo il concetto teorizzato proprio da Morrison, un'opera d'arte come sigillo complesso nel suo insieme) per ottenere le anime di alcuni bambini particolarmente congegnali (come sacrifici? o forse piuttosto per ospitare i demoni e farli camminare sulla terra?). Notiamo che Hailey ha espresso già un desiderio (ritrovare Sax: a caro prezzo, ma è avvenuto) sui tre promessi da Shine.

Vedremo come la situazione si complicherà nella prossima stagione della serie: per intanto, ci pare di aver evidenziato come in questo telefilm le cose siano più complesse di quel che sembrino.




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