Nanowar - i custodi dell'acciaio Inox / recensione



LORENZO BARBERIS

"Nanowar" è un fumetto della MagicPress edizioni, realizzato da Roberto Cirincione (sceneggiatura) e Carlo Alberto Fieschi (disegni, inclusa la delirante copertina qui sopra) per i colori di Walter Baiamonte e Stefano Valentini (nel secondo numero, la squadra dei coloristi si allarga molto, con Adele Matera, Francesco Segala, Carlo Cid Lauro, Eneonora Bruni, Tonia Nappo, Claudia Giuliani e Daniele Nereo Ienuso). La indubbia particolarità della serie è quella di ispirarsi a una delle band heavy metal demenziale, i Nanowar of Steel, che ovviamente nel nome riprendono i Manowar, shakerati con un rimando ai Nani di Richard Benson.



Come tipico del genere demenziale, i Nanowar sviluppano la loro produzione in un mash up di citazioni dalla scena musicale metal e di elementi della cultura pop (volutamente) deteriore, come appunto Giorgio Mastrota che diviene il protagonista di questo surreale fumetto supereroico-umoristico tramutandosi in Mastrothard (il videoclip originale che lo riguarda, su Youtube, ha raggiunto i due milioni di visualizzazioni complessivi).



Il fumetto riprende dunque questo stile fin dalla copertina, e quindi il titolo richiama, nella grafica, i Masters of the Universe di He-Man (e lo stesso Mastrothard ricorda qualche elemento di questo barbaro a cartoni animati, non privo a sua volta di influenze del Conan di Schwarzenegger). 

Il gioco diviene quello di affastellare una miriade di riferimenti dai vari aspetti della cultura pop, mantenendo il centrale riferimento alla musica - con un occhio di riguardo, è chiaro, alla scena  demenziale e dei personaggi di Youtube, ma anche a elementi più celebri deformati in chiave umoristica o a citazioni totalmente scollegate. La citta di Phonopolis, la Metropolis supereroica di Mastrothard, riprende ad esempio da un noto progetto di Renato Zero; l'aereo con cui Mastrothard ci giunge - diciamo così - è condotto da un celebre musicista-pilota, ma cita ampiamente l'Aereo più pazzo del mondo e non mancano di fare un cameo i protagonisti di Up in una nuova versione rimasterizzata.




Cirincione è bravo ad usare una classica trama supereroica come canovaccio su cui affastellare una pioggia di citazioni pop (il gioco è appunto: catch'em all) in modo espressamente assurdo ma mai totalmente gratuito (c'è sempre un perché alla citazione) e senza pregiudicare lo sviluppo complessivo della trama, che resta leggibile nella sua comica implausibilità. Una scelta piuttosto obbligata, data la materia narrativa scelta, ma che l'autore sa sviluppare con competenza.

In questo, è di grande aiuto il lavoro di Fiaschi (coadiuvato sul secondo numero della testata da Carlo Cid Lauro) che del resto co-firma il soggetto con Cirincione, nel segno di una collaborazione decisamente stretta. Il segno estremamente pop unifica molto bene tutti i riferimenti sparpagliati che vanno ad affastellarsi sulla tavola (spesso i rimandi sono sovrapposti e molteplici), dando comunque loro tutto sommato una coerenza visiva complessiva. 

La caricaturalità esasperata delle espressioni è la scelta inevitabile che accompagna una narrazione costantemente sopra le righe, con un efficace e facile effetto comico bilanciato dalla cura del dettaglio che rende le tavole godibili anche a una rilettura più attenta volta a cogliere i vari piccoli easter eggs.

Il taglio della tavola è orientato prevalentemente su quattro strisce (tavolta tre) con un prevalente sviluppo orizzontale, intervallate a periodiche splash pages, su uno stile che rimanda al moderno fumetto supereroico - qui riletto in umorismo surreale. I colori vivacissimi e sgargianti contribuiscono al tono anfetaminico dei due albi, sempre in bilico tra kitsch e pop-art.





Nel complesso, quindi, un prodotto piacevole, particolarmente indicato ovviamente per gli appassionati della band (in questo caso credo l'acquisto sia quasi di prammatica) e per chi comunque prova un fascino - malsano? - per i "mostri del tubo" e similari. Con un piacere sottile e particolare: quello di pagare ogni albo esattamente 6.66 euro, il "numero della bestia", marchio particolarmente caro alla scena heavy metal e, evidentemente, anche alla sua parodia.

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