Andrea Pazienza, un omaggio cuneese. Danceteria di Lusso e Sommacal


LORENZO BARBERIS

Oggi sono trent'anni esatti dalla morte di Andrea Pazienza (1956-1988), uno dei nomi fondamentali del fumetto italiano. Molti giustamente hanno rievocato o rievocheranno le sue opere più importanti, una produzione vasta e di altissimo livello in una finestra temporale molto breve. "Penthotal", dedicato all'esperienza del '77, "Pompeo", sulla discesa negli inferi dell'eroina che l'autore visse, ovviamente, in prima persona; e soprattutto "Zanardi", il miglior interprete del "segno degli anni '80" italiani, non solo forse nell'ambito del fumetto.

Qui voglio però ricordare un particolare omaggio cuneese fatto all'opera di Pazienza e in particolare Zanardi: "Danceteria", storia di Cattivik del 1997, che ha una indubbia particolarità per i lettori di fumetto cuneesi come me: si tratta infatti di un'opera interamente realizzata da due autori della provincia di Cuneo (ma, inutile dirlo, di livello nazionale, chiaramente): lo sceneggiatore Piero Lusso e il disegnatore Giorgio Sommacal.


Dopo due pagine elegantemente giocate sul livello formale a introdurci la discoteca del titolo, nella terza pagina fa infatti la sua comparsa l'antagonista di Cattivik in quest'albo, che è evidentemente uno Zanardi in forma smagliante, alla guida della macchina di Artiglio Pellerano (la folle corsa omicida forse rimanda anche a uno dei modelli impliciti di Zanna, ovvero l'Alex di Arancia Meccanica).

La storia è molto gustosa perché non si tratta di un omaggio svagato, di una citazione occasionale, ma Lusso sviscera nella sceneggiatura tutti i topoi dell'azione zanardesca, con citazioni puntuali da storie e vignette assemblate a creare una storia diversa da quelle esistenti, ma perfettamente credibile (salvo, appunto, l'intervento di Cattivik).

Ciò che rende perfetto l'omaggio è il fatto che anche il segno di Sommacal, per quanto naturalmente del tutto autonomo, si presta perfettamente al calco di Pazienza (che presumo l'autore abbia accuratamente studiato), amalgamandolo perfettamente con il mondo di Cattivik, che tendenzialmente è ancor più cartoonesco. 




Oltre quindi la citazione perfetta, è molto divertente la resa dell'effetto delle droghe sintetiche da disco anni '80/'90 sul protagonista della serie, resa con mirabolanti espedienti visuali (se vogliamo, anche qui c'è un rimando a Pazienza: non in una citazione diretta, ma perché egli aveva rappresentato - in modo del tutto diverso - gli effetti dell'eroina in "Penthotal" tramite una diversa decostruzione dell griglia, come diversa è l'esperienza dell'eroinomane rispetto all'impasticcato appunto).




Un punto di partenza per questa rilettura di Cattivik da parte dei due autori, in grado di utilizzare il meccanismo comico in modo quasi sperimentale (in modo postmoderno: mantenendo quindi anche potenzialmente il "primo livello di lettura" come pura storia comica) era iniziato con un'altra storia del personaggio, "La porta", giocata su una struttura narrativa apparentemente più semplice, quasi "a barzelletta". L'elemento brillante è costituito dalla capacità dei due autori di trovare quasi infinite variazioni ai tentativi di Cattivik di sfondare la porta del titolo. In questo modo la classica situazione cartoonesca del personaggio viene virata quasi al surreale prima della trovata finale con cui l'episodio viene poi, necessariamente, chiuso: un interessante "esercizio di stile" alla Queneau.

Insomma, questo Zanardi "cattivizzato" è indubbiamente una piccola chicca, non facile da trovare (credo sia reperibile sul profilo di Sommacal) ma sicuramente notevole da leggere. E fa piacere, naturalmente, che l'omaggio al grande Paz da parte della provincia di Cuneo confermi la natura "gotica" che la contraddistingue nel profondo: sia pure nella dimensione grottesca del brivido, terrore e raccapriccio di Cattivik.

Post più popolari