Art Selflies


LORENZO BARBERIS

Ho provato la nuova App del momento, quella di Google Arts and Culture che, sfruttando il nostro narcisismo per autopromuoversi, ci dice a quale ritratto celebre somigliamo. Mi esce - non tra i primi risultati, ammetto, e con un match del 70% (molto generoso) - che somiglio a Rodolfo II, l'imperatore esoterico collegato ai Rosa+Croce, che portò nei primi anni del '600 la capitale dell'Impero nell'alchemica Praga. Non a caso, in tema di ritratti, è famosissimo quello fattogli dall'Arcimboldi che lo effigia come il dio pagano Vertunno, legato al fiorire della vegetazione, con una chiara valenza iniziatica.





Google Arts and Culture sa come blandirmi, è la mia prima ironica considerazione: poi mi viene in mente che magari non è così casuale, e nel restituirti un ritratto a cui sei somigliante possono incidere magari altri elementi sul tuo conto che Google ha acquisito, come l'artista preferito o, in questo caso, un certo interesse per l'ermetismo. Poi mi sembra di essere troppo paranoico e scaccio questo pensiero con un cenno mentale della mano. Comunque, noto anche che, se quel ritratto è poco somigliante, la versione di Rodolfo II con la barba più lunga e una mano più esperta (scuola del Tiziano) ha una effettiva, pur sempre generica, somiglianza.




Continuo così il giochino e mi emergono alcune occorrenze interessanti e lusinghiere: quello più somigliante è, in effetti, il buon Emile Zola, il massimo esponente del naturalismo europeo.








Ancora più prestigioso (sopra c'è solo Dante, probabilmente) è a questo punto la corrispondenza, addirittura, con un ritratto di William Shakespeare, sommo letterato (e sommo esoterico).



La somiglianza col pittore francese Achille Emperaire, invece, è interessante più che altro perché crea un parallelo con un dipinto di Paul Cezanne.


Da un punto di vista storico, invece, il massimo sarebbe Napoleone, probabilmente, ma a me tocca il fratello maggiore, Giuseppe Napoleone, una somiglianza perfettibile ma non pessima:



Insomma, un giochino interessante, che testimonia del sempre maggiore progresso dello scanning facciale. Ormai la mappatura del volto umano è tale che gli animatroni sono pienamente realistici, e l'identificazione dei criminali (ma anche dei comuni cittadini, in teoria) tramite videocamere è sempre più attendibile: e infatti in Cina il riconoscimento facciale è anche stato portato nelle scuole, dove viene utilizzato per verificare il grado di attenzione degli studenti.



Insomma, lo sviluppo tecnologico dei nostri anni è affascinante, ma anche non privo di aspetti inquietanti. Il loro pieno sviluppo, comunque, potrà essere ammirato nel Brave New World Order che a breve ci attende.

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