La Napoli esoterica di Urfaut: appunti su un'immagine.



LORENZO BARBERIS

Apprezzo sempre le immagini di un artista "ermetico" come Urfaut, ma questa è particolarmente significativa nel rimandare - con una certa ironia - all'iniziazione massonica.

In lontananza, l'edificio richiama un tempio greco per struttura (il "tempio alla virtù" massonico), e la luce che spicca sul frontone triangolare allude al classico triangolo con l'occhio "illuminato" che spicca nelle tenebre oscurantiste.

Il fatto che una luce si trovi anche in basso, all'inizio del percorso, richiama l'inizio e la fine del percorso delle sefiroth (vagamente ricostruite, in una versione irregolare, dai vari tubi della facciata) mentre le due finestre sulla sommità richiamano le due colonne del tempio. Non è un caso che scaturiscano da due finestroni vuoti e bui, come colonne in "negativo": al loro centro, se ricostruiamo lo schema sefirotico, si colloca la sefiroth di Daath, quella "vuota", divulgata - tra gli altri - da Crowley.


(le irregolari ma plausibili Sefiroth di Urfaut)




Lo spazio in ombra, con tanto di vasca, rimanda all'attesa in un "luogo oscuro e umido" prima dell'iniziazione, nonché al tema "battesimale" implicito in ogni iniziazione. Il cuore (una macchia sul muro) e il libro sono altri simboli ricorrenti nell'iniziazione (accedere con cuore puro, giuramento sulla Bibbia). Dal libro, aperto, escono dei Tag, che altro non sono che i "nomi iniziatici" dei graffitari.

Anche l'evocazione del Cigno (Swan) rimanda al mito iniziatico della rinascita (Lohengrin, ma non solo). La vasca ha una tubatura a tridente che le fornisce l'acqua, che pare quasi acquisire senso ascensionale, di uscita dalla "prigione del vizio" verso l'alto della via iniziatica (e richiama, di nuovo, la base delle Sefirot, la loro prima tripartizione).

Lo spazio è separato dal tempio da una griglia, che rimanda allo scacchiere che l'iniziato deve percorrere; i tre tralicci possono richiamare, nella sommità, un triplice compasso massonico (uno esterno, due interni alla facciata del tempio: di questi, uno in parte, uno del tutto segna il percorso sefirotico).

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Non è nemmeno un caso che la foto sia scattata a Napoli: secondo le ricerche più recenti, dopo la sua nascita a Londra nel 1717 la massoneria in Italia appare prima nel Regno delle Due Sicilie che non in Toscana, come comunemente ritenuto.

Sarebbe apparsa infatti nel 1723 a Girifalco (nome di un tipo di Falco, che non può non far pensare a Horus), sella tra le due coste della Calabria, e fondata dal principe Gennaro Caracciolo, di ascendenza napoletana (tra le più antiche stirpi nobili d'Italia). Sarebbe molto precoce, perché solo con la Costituzione di Anderson, in quello stesso 1723, la massoneria pone le basi per l'esordio extra-londinese.

Anche Francesco Geminiani, musicista lucchese iniziato a Londra nel 1725, era toscano, ma dal 1711 fu direttore d'orchestra a Napoli, allievo di Scarlatti. Nel 1728 sarebbe attestata una possibile loggia a Napoli, e solo poi - in modo certo - in Firenze, dal 1731, e quindi Roma, 1734, producendo per reazione la scomunica del 1738. Lo stesso anno il regno di Napoli e di Sicilia passava ai Borbone, che furono molto tolleranti verso il medesimo ordine - se non, come molti vogliono, iniziati essi stessi con molti membri della famiglia.

Sicuramente prosperò l'ordine sotto di loro, con lo Zelaia (iniziato nel 1744, assieme al saviglianese Nazario Pattoni), che iniziò
il principe Sangro di San Severo, figura di alchimista ed ermetico affascinante, gran maestro napoletano nel 1750, che meriterebbe almeno un post a parte. Nel 1751 giunse immediatamente una nuova proibizione massonica da Benedetto XIV, formalmente eseguita dai Borbone, anche se gli interessi iniziatici del Sangro continuarono, mentre anche l'erigenda, grandiosa Reggia di Caserta (dal 1752) è segnata da simboli massonici.

Napoli rimase uno dei principali centri dell'Ordine, a fianco di Torino, dove l'ordine era apparso dal 1749, con la loggia "Saint Jean de la Mysterieuse". Più influente rimase inizialmente quella napoletana, il cui illuminismo "naturalista" partenopeo influenza anche nella rivoluzione americana (a forte influsso massonico), avviatasi col Tea Party del 1773.

Ma la massoneria inglese, che ambiva a estromettere i Borbone dal Mediterraneo, fece in seguito sponda maggiormente a quella di Torino, come del resto noto dalle vicende unitarie.

(annotazioni estrapolate dalla imprescindibile Storia della massoneria in Italia di Mola, edizione 2018).

Qui la foto in originale, a definizione più alta (e nel foto-blog molte altre foto iniziatiche, anche se meno forse di questa): 

http://www.u-postcards.com/image/179402916551

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