Dylan Dog - Hyppolita



LORENZO BARBERIS

Il Dylan Dog 386, uscito il 27 ottobre 2018, è l'ultimo prima dell'avvio del ciclo della meteora: una buona storia "ordinaria" di Giancarlo Marzano, che si muove particolarmente a suo agio in un giallo classico con una robusta iniezione di horror. (Come al solito, nell'analisi potranno essere presenti possibili elementi di spoiler: consiglio quindi di leggere prima l'albo).

Non manca infatti nemmeno un certo quid di splatter nella storia, come mostra la copertina di Cavenago, che conferma ogni mese la sua bravura. In questo caso la cover ricorda da vicino certi surrealismi propri degli Urania di Karel Thole, ma per una volta non si tratta di una libera interpretazione del copertinista, ma di una semplice riproposizione di quel che troveremo all'interno dell'albo.

La tavola introduttiva - e quella subito seguente, col titolo - risultano infatti immediatamente criptiche e angosciose, e solo da p.7 in poi inizia una spiegazione giallistica nel segno dell'azione di un serial killer.

Il modus operandi bizzarro del killer, a suo modo artistico, si sposa bene in un segno di sintesi molto autoriale quale quello di Piero Dall'Agnol, storico nome della testata che, apparso sul n.34 con iniziali debiti della lezione di Stano, dal n.82 ha avviato una evoluzione di un tratto tra i più moderni e personali tra gli autori dylaniati. Bene si sposa anche la transizione con un disegnatore del calibro di Francesco Cattani, già apparso in Bonelli su Mercurio Loi (vedi qui) ma anche nome importante del romanzo a fumetti, con il premiato "Luna del mattino".



Nel prosieguo della storia l'incontro con Hyppolita Irving come cliente porterà Dylan a una strana detection, in cui emerge una chiara citazione di Magdalene (2002) di Peter Mullan, Leone d'Oro a Venezia, che parlava di questi riformatori cattolici irlandesi chiusi solo pochi anni prima, nel 1996, dove era frequente un trattamento perlomeno durissimo delle giovani "peccatrici" ivi rinchiuse.

Sul forum di Craven Road si annota anche, correttamente, il riferimento al romanzo The Lost Child of Philomena di Sixmith (2009) e film, Philomena, di Frears (2013), ancora più vicino nella titolazione all'albo. Si racconta la vicenda reale di Philomena Lee, cresciuta in una struttura di questo tipo, che in seguito si diede alla ricerca di un figlio perduto. Non vi è, ovviamente, l'addentellato horrorifico, che viene qui inserito.



Stabilito questo set up, lo sviluppo prosegue quindi in modo canonico: belle sequenze splatter, mute e surreali, ci illustrano il proseguire dei delitti (18-20).

L'intuizione di Rania (22.iv) conferma l'ipotesi di 15.v, a saper leggere con cura; il nuovo personaggio introdotto in 23.i consente di allargare la rosa dei sospetti; la trasferta in Irlanda (27-33) ci porta inoltre a un possibile indizio per il rovesciamento finale che mette in discussione la ricostruzione troppo conciliatoria della vicenda fornita dalla cliente, con una rara quadrupla, in 32.i: Marzano come al solito dosa con cura le pagine "speciali".




Il prosieguo, salvo le puntuali ed eleganti sequenze splatter di cui si è detto, si concentra sul lavoro di detection di Dylan (con un piccolo deus ex machina, il fan che giunge in provvidenziale aiuto) e di Carpenter e Rania, in una storia che, per il loro versante, è abbastanza classicamente "police procedural" (cosa abbastanza rara in Dylan, e uno dei motivi per cui i due poliziotti sono stati introdotti, raramente sfruttato).




Per la scena madre prima della conclusione anche Marzano si concede una singola splash page (82), e poi procede con il finale a sorpresa, introdotto da qualche minimo indizio ma coerente nel complesso col film citato nell'albo, di cui dicevamo prima. Anche il nome della protagonista, messo in evidenza fin dal titolo, rimanda alla regina delle Amazzoni, cosa che potrebbe essere un'altra indicazione quasi subliminale, se teniamo conto del rapporto non idilliaco tra amazzoni e figli maschi..

Insomma, un ultimo interessante albo "regolare" prima dell'avventura della continuity serrata, il tanto atteso "Ciclo della Meteora" che ci attende a partire da fine Novembre.

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Dylan Dog n. 386 - Hyppolita 
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Piero Dall'Agnol, Francesco Cattani
Copertina: Gigi Cavenago

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