Trump Time Travel



LORENZO BARBERIS

Disclaimer: il presente pezzo va da leggersi come un divertissment esoterico, "sulle note del Pendolo di Foucault", potremmo dire. 

Circola da qualche tempo, nel complottismo online - ironico e no - una curiosa vicenda relativa la famiglia Trump, che ho voluto approfondire - e in alcuni casi arricchire. In questo modo, credo, questo post è plausibilmente la miglior risorsa italiana sulle fantastiche avventure del giovane Baron Trump. Ma cominciamo dall'inizio.



1. Ingersoll Lockwood

Il primo personaggio di questa storia è Ingersoll Lockwood (1841-1918). Si tratta di un eminente militare-politico americano: Lincoln nel 1862-1868 lo invia ambasciatore nel regno di Hannover, da cui proviene l’attuale monarchia inglese (è il pià giovane ambasciatore americano quando nominato). Congedato, stabilisce uno studio legale nella sua New York, dove anni dopo morirà, e vi fonda anche una banca. Continua una attività diplomatica “discreta”, soprattutto conducendo una campagna che gli USA non possono sviluppare in prima persona: raccoglie infatti fondi per Kossuth, eroe dell’indipendenza ungherese, che morirà (a Torino, tra l’altro) nel 1894. Gli USA non possono certo favorire ufficialmente la guerriglia all’interno dell’impero austro-ungarico con cui hanno rapporti commerciali: ma dato il suo previo ruolo di console in area germanica è plausibile non sia solo un suo colpo di testa. 




Nell'ultima fase della sua esistenza, Lockwood scrive due libri per ragazzi:  Travels and adventures of Little Baron Trump and his wonderful dog Bulger, nel 1889, e il sequel Baron Trump's Marvelous Underground Journey, nel 1893.




Il protagonista Baron Trump , ragazzino ricco e dalla fervida immaginazione che ha come mentore un uomo chiamato “Don”. Ecco le prime due coincidenze: Barron (con 2 erre) è infatti il nome del figlio di Donald Trump, e “Don” che nel romanzo viene definito “il padrone di tutti i padroni” è la contrazione di Donald. L'aspetto del ragazzo coincide in modo abbastanza preciso con quello di Barron Trump.




Nelle sue avventure, entra in contatto con dei portali per viaggi nel tempo. Cosa che consente al piccolo Baron meravigliosi viaggi tra i secoli; alcuni hanno sottolineato come visiti anche la Russia (che sarebbe una possibile allusione ai rapporti di Donald con Putin) e un luogo fantastico definito Goggle Land (con un rimando a Google). Ma questi sono elementi più speculativi, rispetto alla semplicità della coincidenza iniziale. 

Aggiungerei invece, come cosa significativa, che i romanzi di Barron Trump anticipano di un paio d'anni "La macchina del tempo" (1895) di H.G.Wells, padre della SF americana. Per completezza, l'opera segue il grande successo di Alice In Wonderland di Lewis Carroll (1865), che aveva creato il filone "ragazzini viaggiano in mondi fantastici", e seguivano di pochissimo "Un americano alla corte di Re Artù" (1889) di Mark Twain, sui viaggi nel tempo. Un'opera quindi ben collocata, comunque, nel suo periodo storico.




Un successivo romanzo di Lockwood è intitolato “The Last President” (1896), L’ultimo presidente. La storia iè ambientata nel futuro, in una New York caduta nel panico dopo l’elezione di un candidato odiato. La polizia controlla le strade mentre agitatori socialisti seminano il caos. “Il Fifth Avenue Hotel sarà il primo a subire la furia della folla“, prosegue il romanzo, citando l’indirizzo dell’attuale Trump Tower.



Nel 1910, Ingersoll scrive infine una trilogia "filosofica", divisa in tre parti, così intitolate: 

Section 1. Superstition
Section 2. The cult of the immortal human
Section 3. Poems of the cult of the immortal human

Dai titoli, appare evidente un certo gusto "gnostico-iniziatico" dello scrittore, se non la vicinanza a temi positivistici-superomistici in voga nel periodo.



2. Nikola Tesla.
Il secondo personaggio di questa storia è Nikola Tesla (1856-1943). Nato nel 1856, fin da ragazzo soffre di visioni e allucinazioni, che lui stesso - nell'edificazione di un mito di sé stesso - collegherà alle sue intuizioni eccezionali, se non prodigiose (sulle connessioni di Tesla con la tradizione esoterica croata vedi qui).

Laureato in ingegneria elettrica a Graz (la migliore università del periodo), nel 1881 inizia a lavorare per il sistema telefonico ungherese, ma già nel 1882 inizia a collaborare con la filiale di Edison in Europa, a Parigi. Nel 1884 si trasferisce così in USA, e continua a lavorare per Edison, nella casa madre. 

Ritenendosi sfruttato (i brevetti restano ad Edison, noto per la sua scorrettezza coi dipendenti, in effetti), se ne licenzia fondando una sua ditta nel 1886; inizia tra l’altro a studiare i raggi X (1887). Nel 1888 è vicepresidente dell’istituto degli Ingegneri americani, nel 1891 fonda i suoi primi laboratori sperimentali; si circonda anche di artisti, studia la filosofia orientale, e inizia a essere considerato quale genio “assoluto”, slegato da un singolo ambito. 




Nel 1895 Tesla dichiarerebbe di aver intuito il fluire dello spazio-tempo in seguito alla sua esposizione a campi elettromagnetici. Naturalmente potrebbe essere tutto parte di una certa “costruzione del personaggio”: la nonlinearità dello spaziotempo, che divulgherà poi Einstein coi suoi scritti del 1905, era in effetti il tema di grande interesse della scienza del periodo. Non è un caso, del resto, che il 1895 veda il successo del viaggio nel tempo descritto da Wells nel suo celebre romanzo proto-fantascientifico, come abbiamo già detto. Inoltre, Tesla era amico personale del primo romanziere americano a portare al successo il viaggio nel tempo: Mark Twain, che di Ingersoll era stato ispiratore col suo "Un americano alla corte di Re Artù" (qui sotto, Twain nel laboratorio di Tesla).




Tesla contesterà poi la teoria einsteniana, dopo la sua apparizione, pagando omaggio al croato gesuita Boscovich:

"La teoria della relatività, in ogni caso, è più anziana dei suoi attuali sostenitori. Fu avanzata oltre 200 anni fa dal mio illustre connazionale Ruggiero Boscovich, il grande filosofo, che, non sopportando altre e più varie occupazioni, scrisse un migliaio di volumi di eccellente letteratura su una vasta varietà di argomenti. Boscovich si occupò di relatività, includendo il cosiddetto "continuum spaziotemporale"."


Dopo che Guglielmo Marconi ottenne il Nobel nel 1909 per la Radio, egli avviò una causa contro l'italiano per sostenere la sua supremazia su quel brevetto, perdendo; la litigiosità con Edison, inoltre, impedì che negli anni '10 venisse assegnato ad entrambi il Nobel in ambito scientifico.

Appare probabile che i servizi segreti americani tenessero d'occhio Tesla, con discrezione. E se dobbiamo immaginarci qualcuno incaricato di tenere discretamente dei contatti con Tesla, possiamo proprio immaginarci un diplomatico in pensione come Ingersoll: ambasciatore nell'Impero Austriaco (da cui Tesla proveniva), e in contatto con i ribelli delle minoranze sottomesse all'impero, che finanziava, come abbiamo visto.. Ufficialmente, sia chiaro, tra i due non c'è un contatto. Però, proprio nel caso che Ingersoll avesse dovuto tenere contatti con Tesla per i servizi segreti, avrebbe dovuto rendere impalpabili i contatti. Ingersoll comunque muore nel 1918, data in cui sicuramente finisce quindi ogni suo contatto con Tesla stesso (se ve ne sono stati).




Tesla continua le sue speculazioni più azzardate anche negli anni '20 e '30, comunque. Aveva infatti ipotizzato fin dal 1896 un'invenzione singolare, il Teslascopio, volto a comunicare con gli alieni, e nel 1921 lasciò intendere di aver ottenuto dei successi al riguardo. Ideò anche dei possibili velivoli spaziali, mai costruiti.

Nel 1933 inoltre alcuni giornali pubblicarono la rappresentazione del progetto di un'invenzione particolarmente bizzarra teorizzata da Tesla: una macchina fotografica dei pensieri

Nell'ultima fase della sua vita, dal 1937 (anno dell'ultima candidatura al Nobel) al 1943, Tesla provò a lavorare al Teleforce, un ipotetico raggio della morte in grado di dare la supremazia alla potenza che l'avesse posseduto. Dopo la sua morte, il governo - nel pieno della seconda guerra mondiale - provò quindi a verificare l'efficacia e l'applicabilità bellica di molti suoi brevetti.




3. John Trump.

Il terzo elemento nella storia è la famiglia Trump, e in particolare John Trump (1907-1985).

La famiglia Trump ha il suo capostipite in Fred Sr., morto nel 1918, cui segue Fred Jr. che raccoglie le redini del lavoro del padre e nel 1999 lascia a Don e fratelli 400 milioni di dollari, alla sua morte. John continua a studiare, ingegneria elettrica, proprio come Tesla. Si laurea nel 1929, si specializza al MIT nel 1933, ne diviene un docente nel 1936. Con l'avvio della guerra mondiale studia i raggi X (già campo d'indagine di Tesla) e fa parte del comitato che mette a punto il radar (1940).

Nel 1943, alla morte di Tesla, non fa dunque strano che John Trump fosse incaricato dal governo americano di esaminare le scoperte di Tesla – morto quell’anno - per valutarne l’uso bellico.

Se quindi c'è un collegamento tra Ingersoll e Tesla - entrambi vivono a New York sul finire dell'800, entrambi dimostrano interesse ai viaggi nel tempo - c'è anche un collegamento tra Tesla e i Trump, così come c'è con Ingersoll.

Immaginiamo per assurdo che Tesla avesse davvero sviluppato un modo per “percepire il futuro” tramite i suoi generatori elettromagnetici. E che avesse annotato questi dati (magari in modi non decifrabili da tutti: ma da uno scienziato di un certo livello, come John Trump, sì). Potremmo ipotizzare che John Trump trovi questi dati ma non li condivida con i servizi segreti (oppure, facciamo una variazione più cospirazionista: i Trump sono in qualche loggia segreta, rivelano alla loggia cosa hanno trovato, e questa li autorizza a usare tali segreti per il bene della famiglia - e, ovviamente, dell'ordine "illuminato" a cui essa è collegata).

La nuova destra connessa a Trump, l'Alt-Right, in modo ironico (ma con la sua bizzarra ironia che finisce per celebrare il proprio leader) sostiene una tesi simile: prova ne sarebbe la brillantezza con cui Trump si è oggettivamente mosso sullo scenario nazionale: prima eliminando tutti gli storici "baroni" del partito repubblicano, i Bush in testa, da outsider; poi battendo Hillary Clinton, data per superfavorita inizialmente (sulla Clinton esoterica, su cui ci sarebbe molto da ampliare, vedi un accenno qua).




4. Donald Trump

Dobbiamo aggiungere che, curiosamente, questa nuova leggenda urbana (o meglio internettiana) funziona bene col mito che si è creato di Trump (vedi qui per un primo accenno che ho fatto alla questione). A parte il figlio Barron Trump, nato nel 2006, lo stesso Trump adottava negli anni '80 lo pseudonimo di John Barron: la prima parte era un omaggio allo zio John.

Curioso notare ad esempio che nel secondo “Back To The Future” (1989)  di Zemeckis viene palesato come Biff, il bullo persecutore del padre di Martin McFly e villain della serie, ottenga nel 1955 un almanacco di scommesse del 2015 che gli permette di accumulare una fortuna e divenire, nel 1985 alternativo, una sorta di Trump (come si vede sopra, la citazione di Trump è palese). Il "quaderno di Biff" è, in sostanza, il "quaderno di Tesla" di cui ipotizza questo nuovo mito, ovviamente contestualizzato alla nuova cornice narrativa. Tra l'altro: il quaderno viene da un futuro nel 2015, e nel 2015 reale Trump scende in campo.



Anche le famigerate "profezie dei Simpson" su Trump vanno in questa direzione. La fuffa online ha avvolto il tutto, e ormai proliferano le "profezie-fake": ma qualche anticipazione c'è stata. In "Bart to the future" (che cita proprio "Back to the future"...) nel 2000 si ipotizza un futuro del 2030 in cui Lisa diviene presidentessa ed eredita un pesante passato dalla presidenza Trump (iniziata nel 2017, potrebbe finire nel 2025, con un doppio mandato). Le immagini di qui sopra, invece, sono del 2015, anno della reale discesa in campo di Trump.

In realtà, ovviamente, la cosa non è sorprendente: Trump si era già candidato alla primarie repubblicane USA, in modo più velleitario, e aveva reso "la candidatura di Trump" un meme divertente (ad esempio, molto ci aveva ricamato Doonesbury, la strip "di sinistra" sulla politica USA, ben oltre il reale significato di quelle prime mosse tattiche). 

In un certo senso, quindi, Trump usa davvero il "viaggio nel tempo": ha prima reso l'ipotesi "candidatura Trump" un meme con una (programmata, secondo molti analisti) iper-presenza nei vari media: anche cartoon, wrestling, film per bambini (mamma ho perso l'aereo), film esoterici (L'avvocato del diavolo, ad esempio: ma anche tutta una diffusa memetica sul "diabolico Trump"), reality show (The Apprentice). Anche la raffinata arte dei radical chic contro Trump ha contribuito a renderlo famoso e "inevitabile" (vedi ad esempio qui i capolavori di Mark Bryan)

Poi, quando la gente si era ormai abituata a considerarla un'idea divertente, l'ha resa reale: nell'inconscio collettivo era l'avverarsi di una profezia "vista confusamente in un campo elettromagnetico".

Se vogliamo allargare il discorso, tutta la "futurologia" di una certa corrente di fantascienza americana evoca una "profezia che si auto-avvera", a partire da Hugo Gernsback in poi. In ottica futurologica, lo scrittore di scientifiction lavora a stretto contatto con analisti politici e del mondo scientifico-tecnologico e industriale (questi ultimi sanno realmente cosa verrà "lanciato" come moda in un futuro prossimo), e in questo modo le opere del "vate fantascientifico" sembrano sorprendentemente anticipatrici. I due miti - il vaticinio della SF, il carattere miracolistico dell'evento tecnoscientifico - si consolidano a vicenda. Ma questo è un discorso più ampio, che andrà approfondito un'altra volta.




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