Bloody Park



Come sanno i lettori del mio blog, seguo sempre con interesse i lavori di Andrea Cavaletto, sceneggiatore orrorifico torinese che si muove tra il bonelliano Dylan Dog (ma con puntate anche in altre testate, come l'ultimo Maxi Zagor dedicato a Poe) e un horror molto più radicale per Edizioni Inkiostro ("Estremi, con classe" recita il loro azzeccato claim). Personalmente ritengo che, per non ridursi a un giallo esangue, le storie orrorifiche più mainstream abbiano bisogno di continue iniezioni di veleno autenticamente dark: e Cavaletto è uno degli autori in grado di consentire questo ricircolo sanguinolento.

Ho letto quindi con interesse - e con una punta di raccapriccio, nei passaggi più gore - questo ultimo "Bloody Park", che è a suo modo un evento fumettistico (accanto a un evento di primo piano quale la pubblicazione di Black Dog di Dave Mckean, fumetto sulla Grande Guerra che sarà presentato al Comicon di Napoli). "Bloody Park" è infatti il primo fumetto di Franco Trentalance, arcinoto attore del cinema a luci rosse che ha di recente avviato una nuova carriera come autore horror, dal 2015. 

Quest'opera è tratta dal suo "Il guardiano del parco", scritto dall'autore con Marco Limberti e pubblicato da Pendragon; e, in effetti, è perfettamente in linea con lo stile delle Edizioni Inkiostro, con un orrore autenticamente disturbante, sia per la ricchezza di scene estreme, sia però anche per la generale costruzione di atmosfere cupe e inquietanti, come ben chiarisce (lasciando solo intuire, ovviamente, un centesimo di quanto avviene all'interno) la bella cover di Antonio Palma.




Andrea Cavaletto (con editing di Luca Blengino) è indubbiamente uno degli autori più indicati per l'operazione: come nel suo Paranoid Boyd (anche se su presupposti narrativi totalmente diversi), Cavaletto è abile nel portare in scena uno splatter radicale contrappuntandolo alla descrizione sarcastica del vuoto orrore della decadente provincia italiana (qui riassunta in "Mozzano", classico nome di comune italiano ma che qui richiama un'indicativo presente alla prima plurale, particolarmente consono a questo horror dove si recidono arti con grande generosità).



A tale proposito, la rappresentazione della putrescente élite locale è particolarmente divertente ed è la parte che ho più apprezzato dell'opera (benché indubbiamente il punto di forza sia la trama orrorifica). Probabilmente Trentalance si è divertito a rappresentare in essa una caricatura dei suoi inevitabili censori, disgustati da qualsiasi variazione dalle presunte "norme" che essi hanno fissato (essendo essi stessi, poi, ben peggiori dei freaks che disprezzano, secondo uno schema consolidato).


Il montaggio di tavola, salvo occasionali quadruple o splash pages per mostrare qualche elemento rilevante della trama, è giocato tutto su uno sviluppo orizzontale, che rimanda da vicino allo schermo cinematografico. 

In questo, ottimale è il segno di Gero Grassi, pulito ed efficiente sia nelle scene comuni che in quelle gore, unificate da uno stile freddo, algido, tagliente, che ben si adatta a questa concezione della storia come un severo tavolo operatorio nelle mani del killer come vero autore dell'opera. Azzeccato e professionale anche il lettering di Tony Cittadini, efficacemente al servizio della storia.

Il bianco e nero, come detto, funziona nel rafforzare questo senso di glaciale spietatezza che aleggia su tutta la storia; sarebbe però interessante vedere, prima o poi, un horror radicale italiano a colori (benché siano comprensibili le ragioni produttive che lo rendono difficile).

Insomma, nel complesso, un albo perfettamente in linea con la produzione Inkiostro, che potrà incontrare i gusti del suo affezionato pubblico e, magari, dei lettori di Trentalance incuriositi dalla visualizzazione degli orrori congegnati in forma scritta.




Bloody Park
Soggetto: Franco Trentalance, Marco Limberti
Adattamento a fumetti: Andrea Cavaletto
Disegni: Gero Grassi
Cover: Antonio Palma
Lettering: Tony Cittadini
Editing: Luca Blengino

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