La fontana esoterica di Vergato


LORENZO BARBERIS

Da appassionato d'arte e di cultura esoterica, non posso non rimanere affascinato dal recente caso aperto dalla scultura di Luigi Ontani in Piazza Giovanni XXIII a Vergato, paese di 8000 abitanti in provincia di Bologna. La cittadina, medaglia d'oro della resistenza, ha anche un curioso precedente a suo modo "ermetico": ospita infatti in una delle sue frazioni un Museo dei Tarocchi (il sito è qui), un MuseOntani dedicato all'artista, ospitato nel quattrocentesco Palazzo dei Capitani della Montagna, sede del governo bolognese di un tempo e attuale sede del comune, di cui Ontani ha realizzato le vetrate. Qui, sulla testata locale VergatoNews24, è possibile seguire le iniziative dell'artista.



Il rimando ai Tarocchi è interessante, perché la scultura ha alcuni rimandi, come diremo, alla figura del diavolo nei tarocchi.

Il titolo, RenVergatellAppenninMontovolO, somma vari riferimenti al territorio. Il fiume Reno, che racchiude al suo interno gli altri riferimenti geografici, è il principale dell'Emilia e omonimo di quello tedesco. Il torrente Vergatello è l'affluente del Reno su cui sorge Vergato, gli Appennini sono ovviamente la catena montuosa che fa da dorsale all'Italia (presenti anche in Emilia, naturalmente), e Montovolo è un vicino monte degli Appennini, su cui sorge anche un santuario mariano (vedi qui).

Abbiamo quindi due elementi di Terra (i monti) e due di Acqua (i fiumi); uno più generale - il Reno, gli Appennini - e uno più specifico (Vergatello e Montovolo) e legato alla città.

Il "fauno" è il Reno, che regge sulle spalle il Vergatello; l'Appennino è simboleggiato come un Tritone, mentre il Montovolo è, logicamente, l'Uovo con l'Ourobouros.

Interessante notare l'inversione di simboli: il fauno, simbolo di terra, rappresenta il fiume; il tritone, simbolo acquatico, rappresenta i monti (anche il serpente sarebbe più simbolo acquatico). Il simbolismo classico è quindi invertito.



Naturalmente, a colpire più di tutti è il Fauno, per il facile significato demoniaco e la ricchezza di simbolismi minori inseriti al suo interno. Un piede è umano, uno è caprino, e riporta un occhio, esattamente come l'ombelico, che viene toccato dal suo fallo (verga...) eretto. 

Il serpente e l'uovo cosmico sono ripresi dal Bryant (1774), che raffigura l'antico Uovo Orfico. Il simbolismo è aperto a molti significati, ma anche a quello geomantico: il serpente simboleggia il Serpente Cosmico rinchiuso al centro della terra, ovvero le correnti telluriche che i druidi e i maghi possono catalizzare. L'Uovo è, ovviamente, il Mondo.



Associato a una figura umana, l'immagine rimanda anche, per certi versi, al dio Phanes nella sua figurazione classica, con una valenza simile di Eone Cosmico.


Il simbolismo di una figura umana che sormonta l'Uovo del Drago ritorna anche nell'Alchimia (qui da un trattato del 1617).


La presenza di occhi su ventre e gambe rimanda infine al Diavolo dei tarocchi nella sua figurazione originaria, quella delle carte di Marsiglia, anche se la posizione è in parte diversa (due occhi al posto del singolo occhio dell'ombelico, sulle ginocchia e non sul piede).


Ad accentuare un certo sapore mefistofelico, il fatto che nella foto dell'inaugurazione l'artista sembri suggerire (in modo subliminale) una tenuta sacerdotale, nel colletto e nella stola e nel gesto quasi benedicente. I paramenti viola sono quelli delle celebrazioni per i defunti, un valore mortifero che viene teoricamente "rovesciato" usandolo per una nascita, una inaugurazione (che, magari, iniziaticamente segna la "morte" del principio precedente: vedasi anche la inevitabile risignificazione della piazza dedicata al Papa Buono).


Anche il bambino condotto a spalle ha elementi simbolici inquietanti, come le ali di farfalla (e alcuni online vi hanno naturalmente visto un riferimento alla farfalla Monarch e all'omonimo progetto di controllo mentale) che divengono però rostrate in fondo.



Luigi Ontani, in ogni caso, è una figura a suo modo significativa dell'arte italiana. Nato nel 1943, dal 1968 in poi l'artista si è imposto con dei Tableux Vivants dove lui o attori reclutati per l'occasione interpretato scene dal sapore kitsch, ricche di dettagli esoterici. L'artista è stato anche recentemente premiato dal presidente Mattarella per la sua carriera artistica.

Curiosamente, nel Pendolo di Foucault di Umberto Eco appare un personaggio, Riccardo, archetipo del "pictor esotericus", così descritto dal narratore Casaubon.







Quella sera, non appena entrati nella nuova galleria, capii che la poetica di Riccardo aveva subito una profonda evoluzione. L'esposizione si intitolava Megale Apophasis ("Grande rivelazione", NDLB). Riccardo era passato al figurativo, con una tavolozza smagliante. Giocava di citazioni, e poiché non credo sapesse disegnare, immagino lavorasse proiettando sulla tela la diapositiva di un quadro celebre le scelte si aggiravano tra pompiers fine secolo e simbolisti del primo Novecento. Sul tracciato originale lavorava con una tecnica puntinata, attraverso gradazioni infinitesimali di colore, percorrendo punto a punto tutto lo spettro, in modo da iniziare sempre da un nucleo molto luminoso e fiammeggiante e finire sul nero assoluto – o viceversa, a seconda del concetto mistico o cosmologico che voleva esprimere. C'erano montagne che emanavano raggi di luce, scomposti in un pulviscolo di sfere dai colori tenui, si intravedevano cieli concentrici con accenni di angeli dalle ali trasparenti, qualcosa di simile al Paradiso del Doré. I titoli erano Beatrix, Mystica Rosa, Dante Gabriele 33, Fedeli d'Amore, Atanòr, Homunculus 666 — ecco da dove viene la passione di Lorenza per gli omuncoli, mi dissi. Il quadro più grande si intitolava Sophia, e rappresentava una specie di colata di angeli neri che sfumava alla base generando una creatura bianca accarezzata da grandi mani livide, ricalcate su quella che si vede ritta contro il cielo in Guernica. La commistione era dubbia, e da vicino l'esecuzione risultava rozza, ma da due o tre metri l'effetto era molto lirico.

Difficile dire se parliamo di un archetipo o c'è una corrispondenza precisa. Certo - come si vede anche dalle foto - vi è un comune gusto kitsch, un riferimento all'alchimia, un insistito riferimento al dantesco e al cristologico, e anche (benché, in Ontani, sempre "maschilizzata", mentre Riccardo ha tematiche femminili predominanti) il rimando alla divinità femminea.

In ogni caso, Eco ed Ontani sono accomunati da aver entrambi vinto il premio McKim dell'accademia americana a Roma (vedi qui).

Insomma, un gustoso caso di arte esoterica.
Gli occultisti USA avevano creato una loro statua temporanea del Baphomet in Arkansas, di cui avevo parlato qui.


Adesso, se vogliono, ne hanno una vera e propria, anche se minore.
Devono solo andare un po' lontani.

Anzi, l'Ontani.

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