Cerea! 2019: un dialogo sul fumetto NeoPop.


LORENZO BARBERIS

Continuo a riproporre qui alcuni miei interventi sparsi in rete; in questo caso, si tratta di un paio di interventi per Lo Spazio Bianco, legati a una interessante manifestazione del fumetto piemontese come Cerea!.

La manifestazione, ideata da un teorico di spessore come Camillo Bosco, docente di storia del fumetto presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo, è giunta quest'anno alla terza edizione (con la bella locandina di Marcello Restaldi qui sopra) ed è a mio avviso un evento di sicuro interesse. Di questo taglio "culturale", infatti, non ve ne sono altri a Torino, e meriterebbe quindi di essere sostenuto.

Al suo interno, ho condotto una tavola rotonda sul fumetto neopop, che si collega in parte a quella sul fumetto indie che avevo sviluppato l'anno prima. Ho dialogato con due autori decisamente validi, Lorenzo Mò, che si sta decisamente imponendo sulla scena col suo esordio (e che mi fa piacere di seguire da tempi non sospetti, e non solo per la nostra stretta vicinanza geografica). Qui quanto ho scritto del suo Dogmadrome:


L'altro autore coinvolto era Albhey Longo, di cui vorrei scrivere a breve per evidenziare i meriti specifici del suo recente Sfera.



La nostra conversazione l'ho sintetizzata qui:https://www.lospaziobianco.it/cerea-conversando-sul-fumetto-neopop/

Inoltre, ho avuto anche modo di intervistare una giovane disegnatrice molto valida, Alice Del Giudice, che ha inaugurato la collana di Panini Comics dedicata all'infanzia. Alice è molto brava, ha una sintesi molto efficace e uno stile comunicativo personale; fa parte di quell'ampia sfera di nuove autrici del fumetto e dei "linguaggi dell'immagine" in generale che dovremmo tenere maggiormente d'occhio, come ci insegna Di Nocera che citavo nel mio articolo di ieri.




https://www.lospaziobianco.it/alice-del-giudice-fumetti-e-storie-a-misura-di-bambino/

Insomma, incontri interessanti, che mi hanno permesso per una volta di incontrare di persona gli autori di cui mi piace scrivere. Una dimensione che riesco a coltivare poco, ma che è stata decisamente stimolante, negli incontri e nelle conversazioni libere che ne sono seguite. Spero quindi in un rilancio di Cerea! 2020, a cui mi auguro - nei limiti del possibile - di contribuire.

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