Fumetti Alchemici - Fullmetal Alchemist

LORENZO BARBERIS

Il prossimo venerdì 5 luglio inaugurerà presso il Muses di Savigliano la mostra "Ars Regia. La granda alchemica" curata dal professor Enzo Biffi Gentili, direttore del MIAAO Torinese, Museo delle Arti Applicate Oggi.

Una "granda opera" che disvela uno spirito alchemico legato all'esoterismo sabaudo e fortemente presente nella provincia cuneese: una nuova fase del progetto del CuNeoGotico che aveva dimostrato autorevolmente come "il Cuneo" fosse un alambicco dove i residui del gotico italiano del '300 si erano conservati macerando fino a tramutarsi nella rinascenza neogotica dell'800.
Ora questa nuova esposizione scava ancora più a fondo questo filone, intuendovi elementi di cultura alchemica.

All'interno di questo complesso progetto, mi è toccato indagare un tema che mi è caro, ovvero le connessioni con la cultura pop, in primis il fumetto di cui sono cultore.

Ecco quindi alcune schede che ho approntato ai fini di tale studio, cominciando dal fumetto più scopertamente alchemico della tradizione orientale: Fullmetal Alchemist.

Il manga dell'autrice Hiromu Arakawa (n.1973) venne pubblicato in Giappone dal 2001 al 2010, divenendo una delle serie più significative del fumetto nipponico del nuovo millennio. 



Il suo influsso mondiale si sviluppa sulla scorta di due differenti serie animate ricavate dal fumetto: una prima, del 2003-2004, più libera nell'interpretazione, e una seconda, cui si aggiunge la specifica "Brotherood" al titolo, del 2009-2010, parallela alla conclusione del manga e strettamente fedele allo stesso.

Protagonisti del manga sono infatti due fratelli, stretti da un legame di "fratellanza" (il termine può avere anche un valore iniziatico, tra l'altro, come nella frammassoneria) non solo psichico ma propriamente alchemico.

Essi infatti hanno tentato di riportare in vita la madre, morta prematuramente, con un rito alchemico andato a cattivo fine, che ha distrutto il corpo intero di uno di essi, privando il secondo di una gamba. Il superstite ha salvato il fratello con un nuovo rito, sacrificando un braccio per poterne intrappolare lo spirito in un corpo metallico.



Da qui il titolo della serie, "Fullmetal", "interamente di metallo" (che, però, tra le righe può alludere a "competente in ogni trasmutazione metallica"). I due cercano ora la Pietra Filosofale, l'elemento che permetterebbe loro di riavere i loro corpi.

Stante l'elemento più tragico di partenza, la struttura ricorda quel viaggio alchemico che è l'Asino d'Oro di Apuleio, anch'esso ovviamente intriso di spirito alchemico.

Lì Lucio, il protagonista, si avvicinava alla magia per curiositas, volendo tramutarsi in uccello e venendo invece trasposto in asino. Egli dovette quindi cercare delle rose sacre a Iside per tornare in forma umana.

Si tratta di una grande storia archetipa del viaggio iniziatico, e quindi non vi è il caso di immaginare derivazioni dirette. 

Tuttavia, una plausibile ripresa di Apuleio è il più celebre romanzo ottocentesco "per ragazzi" (e non solo...): il Pinocchio del massone Carlo Collodi. In Collodi, la citazione di Apuleio è palese: Pinocchio, che vuole tramutarsi in Bambino Vero, dopo la perdizione del paese dei Balocchi ha la caduta nello stato di Asino, come arcinoto.

Ora, Pinocchio è fondante nell'animazione disneyana (ne costituisce il secondo lungometraggio nel 1940) e, probabilmente con questa mediazione, viene ripreso nel primo importante anime moderno, Astroboy di Tezuka. Il protagonista è un piccolo robot (di enorme potenza) che anela - in modo impossibile - a divenire umano. 

Per i meccanismi della ricezione, questo anime potrebbe riprendere quindi tale tema.



In ogni caso, significativo è il rimando ai temi alchemici: le energie alchemiche derivano in quest'opera dalla Terra, tramite le correnti telluriche, catalizzate tramite sigilli ermetici, con cui si possono trasmutare gli oggetti. Un inserto dunque della Geomanzia nell'Alchimia: ma non infondata, se Al Kem, in arabo, significa "la terra nera", indicando plausibilmente la Nigredo a fondamento dell'Opera.

Il principio fondante della trasmutazione è correttamente alchemico, ed è quello di "scambio equivalente" (equivalente al principio einsteniano moderno della conservazione dell'energia, per cui "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma") per cui ogni trasmutazione deve cedere una massa e un valore pari a quanto si vuole ottenere.

Più avanti nella serie vi sarà anche l'incontro con gli Homunculi, che sono anzi i fondatori del regno immaginario fantasy dove si svolge la vicenda, introducendo (e modificando) un altro tema dell'alchimia.

Dunque, una interpretazione dell'alchimia libera, ma non falsata, che ha contribuito al permanere di tale scienza ermetica nella cultura pop anche contemporanea. 



L'universo narrativo, data la grande fortuna del manga, è tuttora attivo: dal 2011 si sono susseguiti sei OAV (film d'animazione giapponese per il circuito domestico), quindi nel 2017 è stato realizzato un film con attori in carne ed ossa, diffuso su Netflix. I videogame della serie sono stati 11, dal 2003 al 2010.

Con 60 milioni di copie vendute in patria e 13 milioni all'estero, Fullmetal Alchemist è il manga più venduto della sua editrice, la Square Enix. Difficile stabilire una posizione globale per la complessità dei fattori in gioco, ma come gradimento di pubblico si colloca probabilmente nella top ten delle serie nipponiche più apprezzate di sempre.

Anche la critica lo ritiene uno dei migliori "shonen manga" degli anni 2000: uno di quelli che rimarranno storicizzati per tale periodo.







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