Alchemical-Pop: il Papa Nero dei Pitura Freska (1997)


LORENZO BARBERIS

Su un suggerimento di Enzo Biffi Gentili, che da sempre indaga l'alchimia nella cultura popolare con risultati brillanti, sono andato a rileggermi il testo della celebre canzone "Papa Nero" (1997) dei Pitura Freska, gruppo reggae veneto che presentò tale canzone al Festival sanremese di quell'anno. E, in effetti, c'è più esoterismo di quanto ricordavo.

L'idea del Papa Nero risale alle celebri Profezie di San Malachiaarcivescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, ma in realtà pubblicate nel 1595 e probabilmente composte intorno a tale data. Se infatti le profezie sono esatte per i papi precedenti, sono più vaghe (ma talora sorprendenti) per il periodo successivo. Prima dell'ultimo pontefice, Petrus Romanus, un improbabile Pietro II (nome in effetti mai assunto per tradizione non scritta), verrebbe un papa dal "Caput Nigrum". Potrebbe essere la testa di moro presente nello stemma pontificale di Ratzinger, oppure l'idea di Papa Nero potrebbe rimandare all'attuale Francesco, prima papa proveniente dall'ordine gesuita (il cui leader è detto "papa nero": mai, storicamente, al potente ordine era stato concesso il papato).

L'idea di Papa Nero ovviamente rimanda anche, alchemicamente, all'idea di un papa "nigredico": non tanto malvagio, quanto disgregatore, anticipando la fine della chiesa (e la venuta probabile dell'Apocalisse). Una tale idea, diffusa già nel pensiero ereticale (alcuni vi collegano il Papé Satan Aleppe...), poté divenire esplicita con la riforma protestante: l'immagine di copertina, afferente a tale ambito, è un'incisione secentesca che pare unificare simbolicamente il papa e il diavolo (che ha il volto sul corpo) dei tarocchi marsigliesi.


  


Nella canzone si fa riferimento alla Miss Italia nera Denny Mendez, di origini domenicane, vincitrice del titolo nel 1996, che è la probabile occasione di questo pezzo, piuttosto singolare. Il lungo papato di Woytila, allora ancor perdurante, vedeva un pontefice non italiano per la prima volta in cinquecento anni: era frequente, nel mondo cattolico, l'idea che "il prossimo papa sarà nero", in un afflato di terzomondismo ispirato allo spirito conciliare. Invece seguirono due bianchi, sia pure non italiani, di cui Francesco, l'attuale reggente del soglio pontificio, è bianco, ma sudamericano, in un graduale avvicinamento all'obiettivo.

Ma vediamo il testo:

Abracadabra
Cosa Nostradamus
Ga magnà par indovinar el bonus
Se tuto previsto
Da l'incuinamento al sangue misto
De professìa
Nina, Pinta, Santa Maria
La par condicio, assolutissimamente no
Parché 'se scrito, dito, stradito dai oracoi
La piovra perdarà i tentàcoi
E cascarà i tabù col penùltimo Gesù
E el sarà un òmo dal continente nero
Nostradamus "ha previsto tutto": tutte le previsioni accennate potrebbero riferirsi a generici fatti futuri, ma anche all'avvento del papa nero. 

"Inquinamento" può ricollegarsi al "sangue misto", ovvero il melting pot di stirpi conseguenti alla conquista dell'America (cui ci si riferisce con le tre caravelle). La "piovra perderà i tentacoli" potrebbe essere un rimando alla mafia: oppure, più opportunamente, alla sconfitta dell'Idra, simbolo del male nell'apocalisse, con il nuovo avvento di Cristo. Correttamente si dice che il "papa nero" è il penultimo, un "uomo del continente nero". Con lui la piovra verrà sconfitta, facendo ipotizzare appunto una valenza religiosa: con la "caduta dei tabù", quindi una probabile liberazione sessuale in ambito ecclesiastico. 

Vero che il papa è vicario di Cristo, ma sottolineare che il papa nero sarà un "nuovo Gesù" può alludere alle teorie - diffuse dalle parti della negritude - di un Cristo nero, o comunque certo non ariano da iconografia occidentale derivante da Apollo, ma perlomeno mediorientale. Quindi, nel suo ritorno apocalittico, Cristo ci apparirà come è realmente, ovvero nero.

Sarà vero
Dopo Miss Italia aver un Papa nero
No me par vero
Un Papa nero che scolta 'le me canson en venessian
Parché el 'se nero african
Nostradamus, Cagliostro, 'Saratustra
Dentro 'na sfera
I ga visto l'ignoransa in tèra
Ma l'òmo 'se duro
Col poter el compra el futuro
Il sèsto senso, assolutissimamente no

Il Papa Nero è stato profetizzato, oltre che da Nostradamus, da Cagliostro e Zaratustra: il secondo riferimento forse è a Nietzche, profeta della "morte di Dio", più che all'originale Zoroastro persiano, fondatore del monoteismo solare di Ahura Mazda. 

L'alchimista Cagliostro venne imprigionato dal pontefice del suo tempo, Pio VI, nella Rocca di San Leo, dove morì nel 1793. Gli si attribuiscono doti profetiche (avrebbe annunciato, fin dal 1776, la caduta della monarchia francese: ma in questo poteva anticipare un piano cui contribuì attivamente, partecipando all'Affare della Collana) e, nella prigionia a San Leo, preda della follia, scrisse lettere al papa in cui invocava la purificazione della chiesa. Egli avrebbe in tal contesto profetato la caduta del Papato di Roma, che in effetti avvenne per mano di Napoleone, che imprigionò l'erede di Pio VI, Pio VII (nel condurlo in Francia, nel 1809, il papa deposto passò anche nella mia Mondovì). In molti - ad esempio, nel protestantesimo fondamentalista americano - tale caduta del papato venne vista come definitiva e segno dell'avvio dell'apocalisse.

Interessante anche il rimando al fatto che si possa comprare tutto, anche "il futuro", ma non "il sesto senso", la conoscenza iniziatica.

La conclusione è più genericamente ispirata a dei vaghi buoni propositi; ma i pochi passaggi "iniziatici" sono comunque interessanti.

Dove ògni giorno ghe 'se gente che se spara
Insegnarà còssa che gèra
Vivar na vita col rispèto dea natura
Eo ga do brassi
Come de mì
Eo ga do òcci
Come de mì
Eo ciapa e parte
Come de mì
Lui si diverte
Come de mì
Insegna e impara
Come de mì
Eo ga paura
Come de mì
Lavora e suda
Come de mì
Parchè se nero african

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