Videogame Alchemici



LORENZO BARBERIS

Il mio campo di studi prediletto è sicuramente singolare: il fumetto popolare da un lato, la tradizione esoterica e alchemica dall'altra. 

Nella recente mostra "Ars Regia. La Granda Alchemica" ho avuto modo di collaborare con un piccolo Apporto che fa incontrare appunto questi due miei interessi (tra parentesi: il termine "Apporto" deriva dal linguaggio spiritico, dove indica un oggetto trasportato in un dato luogo da uno spirito durante un fenomeno medianico: quindi bene si lega al clima iniziatico).

Oltre al fumetto, si è ragionato anche di videogame e alchimia: un tema che però conosco onestamente meno bene. Tuttavia, per diletto, ho voluto provare a elaborare qualche ragionamento al proposito, verificando alcune delle piattaforme videoludiche più famose. Una ricerca che magari in futuro potrà essere estesa ad altre, se verrà utile: comincio però con due che mi paiono significative.

Se guardiamo innanzitutto su Steam (la più nota) appaiono 240 titoli per cui si ipotizza un rimando all'alchimia.

https://store.steampowered.com/search/?term=alchemy


Talvolta tuttavia nel videogame il riferimento all'Alchimia possa avere l'aspetto di "flatus vocis" per evocare un generico sapore ermetico, senza poi una diretta conseguenza nella struttura dell'opera. 

Per esempio, da una prima occhiata, ricade in questo aspetto un gioco di retrogaming recente e a suo modo intrigante come Alchemist's Castle.


Un forte senso alchemico pare essere invece sotteso nei giochi sul modello del "Doodle God", un gioco creato come free game nel 2010 e che ha geminato una serie di applicazioni simili. Il giocatore qui deve comporre gli elementi alchemici teorizzati già dai presocratici greci, Acqua, Aria, Terra e Fuoco, per generare tutte le altre possibili creazioni implicite nel gioco. Il rimando divino nel gioco-modello è un rimando, indubbiamente, alla creazione di Adamo, in cui concorrono simbolicamente i quattro elementi (impasto di fango, acqua e terra, Dio vi infonde il fuoco dell'anima col suo soffio), cui rimanda quell'alchimia ebraica che è la creazione del Golem.

In pratica, questo tipo di gioco parte da un elemento fondante dei giochi di strategia, ideato per primo da "Civilization" (1992) di Sid Meier: il "technology tree", l'Albero delle Tecnologie. Oltre a espandersi e combattere, il giocatore doveva sviluppare nuove tecnologie in un "albero della sapienza" all'inizio di tipo più pragmatico-bellico, che consentiva di migliorare le proprie armate.
Qui l'elemento resta l'unico in campo, in un gioco più semplificato. Molti giochi hanno questa struttura, e anche al Muses, nell'esposizione, è possibile provarne uno che ha un esplicito rimando alchemico nel nome (su Steam si trova il simile, pare, Alchemy Jam).

"Alchemy Story", tra i giochi presentati su Steam, riprende invece i giochi di farming iniziati con FarmVille (ma, prima ancora, con SimFarm della serie dei giochi di SimCity), in cui il giocatore deve gestire una fattoria. A questo aspetto, presente anche qui, si aggiunge la realizzazione di pozioni utilizzando i prodotti realizzati (qualcosa di simile avveniva in CastleVille, un gioco di farming di ambientazione medioevale, meno centrato nel titolo sul solo aspetto alchemico). Simile appare anche Alchemy Garden.



Si tratta di tipi di giochi, anche qui, che hanno un potenziale collegamento con l'alchimia: solitamente appare blando, ma potrebbe essere volendo sviluppato, perché il focus del gioco è appunto una creazione alchemica. Ad esempio, almeno nelle illustrazioni, Alchemy of Castle appare azzeccato nell'immaginario alchemico, con l'aspetto di una vecchia pergamena e un laboratorio piuttosto suggestivo.




L'Alchimia può rientrate in modo significativo in giochi d'avventura, in cui il protagonista spesso è chiamato a esplorare luoghi e storie misteriose. Esplicitamente alchemico, su Steam, è Alchemy Misteries: Prague Legends. Almeno nel nome della città appare azzeccato, e le immagini che possiamo cogliere sono nel complesso evocative di quel clima praghese (esterni e interni). Intrigante, anche se più blando, appare Love Alchemy (dove l'alchimia d'amore del titolo non è del tutto metaforica, come si vede dall'immagine qui sotto, ma gioca anche sul doppio senso simbolico).



Alcuni titoli validi in quest'ambito (più sul modello dell'action-adventure che oggi è prevalente) derivano da illustri opere fumettistiche, letterarie e filmiche dedicate al tema. Ad esempio, Harry Potter, dopo i libri della Rowling e i film da lei supervisionati, è anche una serie di videogame dove l'elaborazione di pozioni alchemiche (sotto la supervisione dell'ostile professor Piton, cruciale nella trama) è centrale. Nel primo capitolo, intitolato alla Pietra Filosofale, si accenna esplicitamente a Nicholas Flamel.

Meglio ancora dell'avventura pare il cosmo dei Role Playing Games, simili all'avventura ma con un rimando ai sistemi di gioco analoghi di tipo cartaceo, come Dungeons & Dragons, del 1974. Data la prevalente - anche se non esclusiva - tematica fantasy di questi giochi (un fantasy a prevalenza tolkeniana, oltretutto), appare spesso inserito l'elemento alchemico.

La serie più celebre, con una lista sterminata di titoli, è Atelier, iniziato nel 1997, con un rimando dichiarato all'Atelier alchemico fin dal titolo e numerose citazioni appropriate sparse fin dai titoli (questo gioco, il più rilevante, è in alcune versioni, mi pare, disponibile presso il Muses).

In questo campo, sempre nell'ambito derivativo, anche Fullmetal Alchemist, titolo prima collegato a un manga e a un anime, di cui ho parlato nel mio Apporto e qui sul blog.



Un RPG meno noto, ma che sembra centralmente alchemico come tema (anche se ancora un po' ingenuo nei temi ermetici: ma adatto ai novizi dell'arte...), sempre su Steam, è The Alchemist




Il migliore, non nel senso del gioco ma di quello coi più puntuali rimandi alchemici, mi è parso Alchemia, nell'ambito cervellotico dei puzzle games: giochi di logica spesso astrusi, per virtuali solutori più che abili, che possono quindi permettersi di scavare a fondo in complessi schematismi alchemici, forse non reali ma certo molto suggestivi. Si parla quindi correttamente di Basilius Valentinus, dell'imperatore alchemico Rodolfo II, e l'aspetto del manoscritto iniziatico è suggestivo anche per il giocatore meno incolto di cose ermetiche.

https://store.steampowered.com/app/932330/Alchemia/

Altri titoli appaiono su Steam più o meno collegati all'argomento, ma a grandi linee replicano con qualche variazione le casistiche fino a qui presentate, spesso senza richiamare fin dal titolo l'alchimia (o un suo elemento): cosa che fa presupporre sia più un elemento di contorno in un mondo in varia misura magico o esoterico.

Se passiamo su Kongregate, il principale portale dei giochi gratuiti (oggi un po' in declino, anche per l'apparizione di una buona offerta a basso costo e maggior qualità su Steam) troviamo a grandi linee qualcosa di simile ma più "cheap", tendenzialmente, nell'ottica dei giochi free e indie qui offerti.

https://www.kongregate.com/search?q=alchem


The Codex of Alchemical Engineering è interessante, perché si inserisce in un ulteriore filone oggi un po' in declino: quello dei cosiddetti "giochi fisici", che richiedono la costruzione di un complesso marchingegno al giocatore, qui giustificato con un rimando che pare evocativo del "Da Vinci Code", forse pensando alle macchine leonardesche. Curioso appare che "fare la fisica", in piemontese (almeno della provincia di Cuneo) rimanda alla magia delle streghe tramite il "libro del Comando" in loro possesso: con il senso, appunto, di una magia "fisica" (in grado credo di creare appunto "apporti" concreti coi poteri magici della "masca" in questione).

Alcheminion presenta un'altra caratteristica tipica dei free games: la citazione della "grafica 8 bit", non inserita sono per lo scarso peso di questa bassissima definizione, ma come atto d'amore verso i vecchi videogame anni '70 e '80, che avevano questa limitazione visuale.

Non mancano altri giochi sulla falsariga di quelli già presentati, come adventures come Alchemist del designer Gamezhero o giochi di "Idle Alchemy" come Alchemistery e diversi altri, ma a grandi linee si ripropongono - free, e quindi in forma meno raffinata - quanto già visto con Steam.

I titoli sono poi molto numerosi, ma la maggioranza non raggiunge la sufficienza di valutazione (3 stelle su 5) e si tratta quindi di giochi fin troppo elementari, non redenti da particolari elementi di originalità, che non merita considerare troppo.

Questa in sintesi una prima, non brevissima ma ovviamente tutt'altro che esaustiva, ricognizione sul tema. In attesa magari di una seconda puntata se questa avrà avuto apprezzamento e successo.






Post più popolari