Appunti esoterici: Biarritz



LORENZO BARBERIS

Disclaimer: divertissment letterario stile Pendolo di Foucault. Da non prendere sul serio.

Leggo che il G7 di quest'anno si tiene a Biarritz.
Trattandosi di un convegno di élite in fondo non c'è nulla di strano, essendo Biarritz una località marittima di alto livello.


Ma da appassionato di esoterismo mi diverte che Biarritz (1868) sia anche il nome del più celebre romanzo di Hermann Goedsche, alias Sir John Retcliffe (1815-1878), scrittore e forse spia tedesca.

L'opera è famosa soprattutto perché crea il mito esoterico poi ripreso dai "Protocolli dei Savi di Sion", esecrabile fondamento dell'antisemitismo moderno creato dall'Ochrana, la polizia segreta zarista. All'origine c'è un volume di poco precedente di Maurice Joly, "Dialogue aux Enfers entre Machiavel et Montesquieu" (1864), in cui l'idea di un complotto cosmico è attribuito ai gesuiti. Retcliffe rettifica il cospirazionismo, attribuendolo ad una cospirazione dell'esoterismo ebraico, che si sarebbe ritrovato ogni cento anni in una differente città per ordire la propria trama (in quel caso nel cimitero di Praga).

Anche Joly aveva tratto le sue idee da un romanzo, "I misteri del popolo" (1849-1857) di Eugene Sue, dove similmente il Piano è Gesuita, ma coinvolge anche il golpista Napoleone III, vero obiettivo polemico dell'autore. Si tratta dell'ultima sua opera, venduto a dispense per corrispondenza: per scriverlo, Sue - messo all'indice e perseguito dalla chiesa - si recò nel 1849 in Savoia, dove venne protetto da Massimo D'Azeglio (in quella fase, agli inizi del "decennio di preparazione" cavourriano, la massoneria sabauda era in una fase particolarmente anticlericale, per creare le basi ideologiche per l'annessione dello stato della chiesa). Del 1848 era invece il "Giuseppe Balsamo" di Dumas padre, che narrava del complotto massonico della rivoluzione francese, sulla parziale traccia della fonte pseudostorica dell'abate Barruel, ritenuto il primo "complottista", che a fine '700 teorizzava la rivoluzione francese come complotto massonico, forse non del tutto a torto.
Già allora un misterioso Capitano Simonini scriveva a Barruel per inserire un complotto ebraico nell'equazione, senza però successo.

Quindi è curioso il correttivo di Retcliffe, che cambia le carte in tavola. Tuttavia è altrettanto curioso che il protagonista positivo che dà il nome al romanzo e indaga sulle trame esoteriche prenda il nome di Biarritz, da un feudo di famiglia. Biarritz come città, infatti, stava emergendo proprio in quegli anni come centro balneare dell'élite europea.

La sua scoperta è letteraria, ad opera di Victor Hugo, che la divulga nel 1843 con l'autorevolezza del Vate della Francia dell'Ottocento. Nel 1854 giunge il sigillo di Napoleone III, che vi edifica un palazzo in forma di E in onore dell'imperatrice Eugenia. Ai confini con la Spagna, affacciata sull'Atlantico, Biarritz divenne la meta dell'aristocrazia europea, anche stante il ruolo modello di Napoleone III nella sua fase di splendore (anche all'ombra della grandeur dell'avo, Napoleone il Grande).

Curiosamente, Eric Rohmer ambienta a Biarritz un suo tardo film, "Il raggio verde" (1986), dedicato a tale fenomeno raro di rifrazione, che da sempre affascinava anche l'ermetismo. Curiosamente, era tratto da un romanzo del francese Jules Verne del 1882, che ambientava tale attesa mistica della luce salvifica in Scozia (e a tale tema sarà ispirato anche il Grande Gatsby, di Fitzgerald, che sposta la questione nell'élite americana anni '30: anche se la luce verde diviene una lanterna e non più il fenomeno, per evitare forse un plagio esplicito). Esotericamente si direbbe che Rohmer ci vuol far capire che Verne parla di Biarritz, in realtà, ma questa sarebbe sovrainterpretazione. Quello che è certo è che la città ha un'allure di discreto centro di potere da ventimila abitanti, con una notevole fortuna all'indomani della rivoluzione russa come rifugio della nobiltà zarista in esilio.

Umberto Eco, che assembla tutti questi testi nel suo "Il pendolo di Foucault" (1988), ci torna con "Il cimitero di Praga", che cita proprio il romanzo Biarritz e la sua scena cruciale. Divertente quindi che oggi troviamo un vero convegno (certo non complottista, ma ufficiale) in quella che a suo modo può essere una piccola capitale esoterica come, per tutt'altre ragioni, la mia Mondovì.



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