Senza Pensieri, Il Black Mirror di Rovazzi


LORENZO BARBERIS

Non male l'ultimo video di Rovazzi.
Niente di trascendentale, sia chiaro, e musicalmente non va di una virgola oltre il motivetto orecchiabile.


La cosa interessante è tutto l'immaginario di fantascienza complottista che ci mette dentro, in continuità stretta col precedente Faccio quello che voglio (2018) - e, più blandamente, anche coi precedenti - con la stessa carrellata di vip ma, mi era parso, un citazionismo più generico.

Naturalmente non mancano i vip, con Bonolis complottista e Mentana e Marzullo nei panni di loro stessi (citando l'Area 51 recentemente oggetto di una ipotesi di assalto).

Se nella scorsa puntata Rovazzi cercava di rubare il talento dalla banca dati dei vip, con un buon quoziente di autoironia, qui è lui a essere neuro-duplicato da un braccio meccanico per finire in un archivio alla San Junipero di Black Miller.

Il logo del video è alla Cyberpunk 2020, di recente divenuto un videogame di successo tratto dall'RPG proprio nell'avvicinarsi della data di ambientazione dell'opera.

Il villaggio virtuale dove Rovazzi, con gli altri, è tenuto a bada sfarfalla come Matrix e richiama apertamente Ritorno Al Futuro 2, quello ambientato nel 2015.

Duetto con la Berté e con DJ-Ax, spot subliminali a LG, ma anche un rimando alla nostalgia anni '90 col "Café 90" (che rimanda al Café 80 di R.A.F. 2, ovviamente), mentre "Senza pensieri" è la classica meta-ironia rovazziana sul suo intrattenimento leggerissimo come una insalatina, che però lascia intravedere un possibile significato per chi voglia intenderlo, sempre mettendo avanti le mani dell'autoironia.

Le scritte "Non pensare" mascherate sotto gli spot sono quelle di "Essi vivono" (1990) di Carpenter, e tutto è miscelato con più di uno sguardo a Black Mirror, come già detto: il mondo plastificato di Nosedive, la neuroduplicazione del trasversale San Junipero, la classe alfa in tutine tutte uguali di One Million Merits, e - in tema popstar mind controlled - l'ultimo episodio dell'ultima serie, di cui ho scritto qui, e di cui Rovazzi in pratica fa un'edizione italiana.

Nel finale ci potrebbe addirittura essere una strizzata d'occhio al cyberpunk italiano di Monolith, e ovviamente si rilancia al prossimo video sotto l'ala protettiva del nuovo vip coinvolto, Terence Hill.

Irritante ma astuto, il furbesco Rovazzi porta il video a casa, dalle parti di un intrattenimento che - per sua stessa definizione - non è nemmeno più pop music. Forse Rovazzi piacerebbe vederlo sviluppare queste sue idee nella televisione italiana, in un Don Matteo Cyberpunk, l'ennesima iniezione di plastificata locura in grado di tenere miracolosamente in vita il cadavere nella rinnovata clinica di San Junipero del dottor Lele Martini, ovviamente con tanto di stacchetti musicali, "che sono tutta SIAE".

Gli occhi del cuore sono degli Oniko-Zeiss mal sintonizzati.

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