"Il supereroe globale" di Bepi Vigna - recensione


LORENZO BARBERIS

Resh Visions è un progetto molto interessante: all'interno della casa editrice Resh Stories, nata nel febbraio di quest'anno, si propone di affrontare studi sulla cultura e la narrazione contemporanea (qui una più ampia presentazione del progetto). Curatori sono due autori che conosco e apprezzo molto soprattutto per il loro lavoro presso Lo Spazio Bianco, la storica testata di analisi del fumetto online, dal 2002: David Padovani e Simone Rastelli (tra gli autori del catalogo narrativo dell'editrice, invece, conosco e apprezzo molto Dario Custagliola, che si è distinto anche per due notevoli fumetti come Wake Up e Frikis).

La collana critica ha inoltre avuto un avvio decisamente interessante con un saggio di un autore di eccezione: Bepi Vigna infatti è, come noto, uno dei tre membri della celebre "banda dei sardi" (assieme a Serra e Medda) che, dal 1991, ha portato in Bonelli una nuova fantascienza, legata all'immaginario del cyberpunk allora all'apice del suo splendore, rileggendo in questa chiave - con un rimando specifico a Blade Runner - la tradizione della science fiction nel suo insieme.




Nathan Never è stato l'ultimo grande successo di fumetto popolare, l'ultimo a sfondare costantemente, nell'età dell'oro, il muro delle centomila copie vendute. Per certi versi, l'Agente Alfa è uno degli eroi bonelliani con più tangenze con l'immaginario nipponico dei manga, come è stato spesso evidenziato (dato anche il loro successo negli anni '90), ma anche col supereroismo coevo: non quello più chiaramente sovraumano, ma quello legato all'addestramento fisico eccezionale e all'uso di tecnologia estrema, tra Batman ed Iron-Man. Never, in sé, non è supereroistico e nemmeno superomistico, rientrando piuttosto nel caso dell'antieroe romantico, "umano, troppo umano", alla Schopenauer: ma nelle sue storie invece si intesercano numerosi personaggi - buoni e malvagi - con tali caratteristiche.

Appare quindi particolarmente interessante il punto di vista di uno dei suoi creatori sul grande fenomeno catalizzato dal fumetto dalla fine degli anni '30 ad oggi: il mito del supereroe; ma il saggio è comunque interessante anche in modo autonomo, con una ricognizione sul fenomeno supereroico che riesce ad essere, a un tempo, ad ampio raggio e con un giusto grado di sintesi, permettendo al lettore un efficace colpo d'occhio sulla complessa panoramica del fenomeno.




Il titolo dell'opera sembra dialogare con "Il superuomo di massa" (1976) di Umberto Eco, opera in cui il semiologo sviluppava l'intuizione gramsciana, che collegava l'ideale superomistico nicciano (con le sue note, nefaste misinterpretazioni, tra l'altro) al mito del superuomo nella letteratura ottocentesca.

Eco indagava Dumas, Salgari, Fleming (e a 007 ci sono dei riferimenti nell'opera di Vigna); qui invece si assume come starting point il 1938 e l'apparizione di quel Superman per eccellenza che andrà a modificare radicalmente la storia del medium.

Come chiarisce il sottotitolo, però, se ne indagano opportunamente le forme, ma anche le ascendenze, che si radicano appunto nel feuilletton ottocentesco e in altre fonti analoghe; in seguito, se ne colgono le molteplici reincarnazioni nel cinema, nella televisione, nell'animazione. Una particolare attenzione viene dedicata al fenomeno del cinecomic, che viene però inserito nella giusta cornice, con considerazioni complessive, dunque, interessanti anche per il supereroico in generale.

Ampio spazio si dà al valore simbolico del supereroe nell'immaginario americano, come simbolo di una volontà di riscatto degli autori, spesso immigrati, che trasponevano nei loro personaggi l'incarnazione fantastica del sogno americano. Per la stessa ragione si chiarisce bene la difficoltà di conciliare il supereroico con l'immaginario italiano, dove esso diviene al limite più facilmente supervillain.

Un focus importante è quello sul tema della decostruzione del supereroe: e si tratta a mio avviso di uno dei passaggi più interessanti, non solo per la chiarezza espositiva (presente in tutte le parti dell'opera) ma anche per il rimando, già detto, a Nathan Never. Come nella seconda metà degli '80 Alan Moore e altri decostruivano il supereroismo americano, Nathan Never è una - non abbastanza indagata, forse - decostruzione altrettanto interessante di quello che potremmo definire "'l'eroismo italiano" di Tex ed eredi. Naturalmente, già Dylan Dog (1986) aveva messo in discussione il paradigma: ma più con l'assunzione di una linea nettamente divergente. Never, invece, è per certi versi più in continuità con una tradizione eroica classica (ruolo che, controvoglia, spesso è costretto ad assumere) ma la problematizza a più livelli - una forte introspezione psicologica, una maggiore consapevolezza sociale, una posizione etica meno manicheista.




In questa chiave trovo particolarmente interessante il rimando - corretto - che Vigna fa a Neo di Matrix (1999) come uno snodo centrale nella rilettura del supereroico nel contesto dei comics (non a caso, Matrix ebbe un consistente cotè fumettistico e di animazione, in seguito al successo del film): e non a caso Neo, tra l'altro, nel finale del primo film spicca il volo in modo che richiama abbastanza chiaramente Superman.

La chiave di lettura di Matrix apre, da un lato, a una decostruzione del supereroe nel cinecomics (tema per cui è centrale Unbreakable, di cui si parla con brillanti considerazioni nella prima parte), ma è anche la cartina al tornasole per mettere in evidenza contatti più ampli tra il mito supereroico e la letteratura convenzionalmente "alta", non solo quella popolare, da Shakespeare a Dostoevskij.

Insomma, un saggio denso e ricchissimo di spunti, che si presta a più livelli di lettura: agile catalogo delle diramazioni del genere a un primo livello, ma anche raffinata e intricata riflessione su un tema centrale della cultura popolare dei nostri tempi.

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Il saggio, per un periodo limitato di tempo, è disponibile qui in scaricamento gratuito (e poi a un prezzo irrisorio):

https://www.reshstories.com/prodotto/il-supereroe-globale-bepi-vigna/

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