Appunti di fumetto esoterico. Gli anni '60 e la figura di Pier Carpi.



LORENZO BARBERIS

Nota: La versione aggiornata di questo articolo - con qualche dettaglio in più - è stata pubblicata su Giornale Pop, qui. Eventuali aggiornamenti saranno caricati in quella sede.

Mi è capitato di recente di leggere un caso curioso, quello del fumetto spionistico Dany Coler della Cofedit, pubblicato nel 1965, sull'interessante blog di Sauro Pennacchioli.


Infatti, in questo fumetto si parla dell’organizzazione P2. La Loggia di Propaganda, fondata dalla massoneria postunitaria, era stata rifondata (P2) dopo la seconda guerra mondiale, e negli anni ’60 era passata sotto il controllo di Licio Gelli che l’aveva usata per il suo piano di controllo della democrazia (Piano Rinascita).

Il fumetto consta di undici numeri, ispirati alla figura di James Bond (reso celebre dall'adattamento filmico con Connery, dal 1962) e sceneggiati da Furio Arrasich, cronista di nera e scrittore di gialli, nonché di vari fumetti dell'età dei "fumetti neri".

La scena del fumetto non era estranea alla vera P2, del resto.
L’editore Gino Sansoni (1907-1980) e lo scrittore e sceneggiatore Pier Carpi (1940-2000) collaborarono a quanto pare con Licio Gelli, in vari gradi. Sansoni ne pubblicò nel 1971 "Luce di stelle alpine", la raccolta di liriche gelliane (vedi qui). Carpi è una figura indubbiamente affascinante, e poco ricordata.

Carpi viene reclutato ventenne da Sansoni al nuovo “Bertoldo” come collaboratore, e poi direttore (1961-1966): rivista che cerca di imitare i fasti della rubrica di anteguerra (1937-1943) di Guareschi e soci.

È determinante nel 1962 la sua collaborazione con le sorelle Giussani per la creazione di Diabolik e per la scelta del personaggio dato che tale scelta doveva cadere su due proposte, una delle quali era Diabolicus. L’ispettore Ginko, l’avversario di Diabolik, prende il suo nome da Gino Sansoni con l’inserto di una K.
Già allora si scelse, tra l’altro, di dare centralità alle due sorelle Giussani per giocare sullo “shock” di due donne autrici (Luciana subentrò nel 1964) di un fumetto “nero” con (per allora) una forte componente erotica (anche se con l’astuzia di moderarla sufficientemente per rimanere un prodotto “presentabile”, a differenza dei concorrenti, incentrati spesso su un nero “estremo”). Fino al 1992, ogni altro autore oltre alle Giussani venne non accreditato, per consolidare il mito del “diabolico duo”.

La Giussani, milanese del 1922, era entrata nel mondo del fumetto dopo il matrimonio con Sansoni (da cui poi divorziò). Volle realizzare un suo fumetto e, secondo il mito, si sarebbe ispirata a un Fantomas ritrovato casualmente in treno (ma il filone giallo-noir funzionava bene in Italia in forma letteraria fin dagli anni '30, quindi è probabile una scelta non così casuale).

Sansoni affidò per la sceneggiatura al giovane Pier Carpi.
Interessante notare che Diabolik nasce con un curioso legame (stabilito da Carpi) con la cronaca nera e la fiction, intricate tra loro: nel 1957 Italo Fasan pubblica un primo giallo-noir intitolato Diabolic, a cui si ispira un killer torinese che nel 1958 compie un omicidio firmandosi Diabolich nelle lettere con cui lo rivendica alla polizia. Non è un “seriale”: compie solo questo delitto, e rimane impunito. Il caso fa scalpore, Totò gli dedica il suo film Totò Diabolicus (1962, precedente a Diabolik) e, in modo autonomo, il Diabolicko fumetto.

Diabolik, all’epoca, fu fortemente attaccato per la palese distruzione di ogni morale, che si veniva a porre all’indomani del boom economico (1958-1963) che portava l’Italia nella seconda rivoluzione industriale e nella modernità consumista. In effetti, in Diabolik viene pienamente celebrato come eroe ammirevole e in fondo serenamente “borghese” un ladro assassino totalmente privo di scrupoli morali.

Nel 1963 comunque Carpi passa al fumetto in modo centrale: scrive Topolino, ma anche Superman e Batman italiani. Crea quindi per Sansoni Kolosso (1964, un Maciste moderno, che strizza forse un po' l’occhio ai supereroi marvelliani, specie Hulk – 1962 – rendendolo più “umano” e realistico) e Zakimort (1965, una versione femminile di Diabolik) mentre sempre nel 1964 inizia la scrittura giallistica letteraria, sempre in un segno noir. 

(Edizioni Sansoni, 1970)

Scrive anche il romanzo di Diabolik, nel 1969, anno in cui ottiene lo Yellow Kid per il fumetto come miglior autore italiano (1969; secondo altre fonti 1971), che indubbiamente premia anche la sua liason tra fumetto e letteratura, comprovata dall’opera di quell’anno.

Nel dicembre 1969 con Alfredo Castelli fonda Horror, testata dell’orrorifico di qualità, con disegni di Zaniboni. Vi celebra i suoi interessi esoterici, e in massimo grado quello per Julius Evola. Venne pubblicata da Sansoni fino al 1972.



La sua produzione letteraria ormai è nei ‘70 tutta di stampo esoterico e, dopo l’affaire P2, legata a questo.
Storia della magia, Le società segrete (1968), Cagliostro il taumaturgo (1972, film nel 1975), I mercanti dell'occulto (1973), Castelli, che ricorda Pier Carpi con simpatia, ricorda però anche come egli stesso "si credesse Cagliostro" (sottolinea anche la sua vicinanza, tramite la massoneria, ai Savoia).

Un elemento collegabile al suo collegamento alla teosofia, che identifica in alcuni immortali (Saint-Germain, ad esempio) dei propri "superiori sconosciuti". La figura di Carpi sarebbe in questo avvicinabile all'Aglié del Pendolo di Foucault, che Eco dichiarava come una fusione di Rol e Gelli (e, in questo, Pier Carpi funzionerebbe bene).



Un'Ombra nell'Ombra (1975), che divenne film nel 1979, dalla trama decisamente occultistica. 

Stando alla trama su Wikipedia, "Carlotta, Raffaella, Lena e Agata si consacrano a Lucifero, che impedisce loro di avere rapporti sessuali. Dalle unioni infernali nascono Annalisa, figlia di Lena, e Daria, figlia di Carlotta. Annalisa vive come una tragedia l'essere figlia del demonio e si suicida. Daria, invece, impara a convivere con i suoi terribili poteri e si compiace della sua ascendenza demoniaca. Un esorcista tenta di combatterla, aiutato da Carlotta, pentita, ma senza esito: Daria si dirige verso San Pietro, per sfidare il papa e ottenere il potere assoluto sulle anime."

Nel 1975 tali temi passano anche in forma elevata-gnostica anche in “Povero Cristo”, interpretato da Mino Reitano (un giovane detective indaga su Cristo per poi scoprire che è lui stesso, tramite la sua ricerca, ad esserlo diventato: il tema della Nona Porta di Polanski del 1999, rovesciato...), che inizialmente viene ammesso, e poi rifiutato probabilmente per ragioni di prudenza, alla Biennale di Venezia.

Il tema esoterico-erotico è frequente nel fumetto nero e (un po’ meno) nel “cinema nero” anni ’60-’70, ma qui è curioso la connessione con un autore chiaramente “esoterico”, che usa quindi questi temi con un po’ di consapevolezza.

Negli stessi anni Carpi è - stando a Wikipedia - in buoni rapporti con Edoardo Bratina, segretario della Teosofia Italiana (1974-1995).



Quindi Carpi scrive Le profezie di papa Giovanni: la storia dell'umanità dal 1935 al 2033, per Edizioni mediterranee (1976), La Banda Kennedy (1980; nuova edizione nel 1990).

Nel 1980, con l’esplodere del caso P2, è coinvolto; nel 1983 sarà intervistato da Biagi sui suoi legami con Gelli, di cui parla anche in Il caso Gelli (1982) e Il venerabile (1993). A metà anni '90 creò un suo gruppo teosofico in Reggio Emilia.



L’amico Alfredo Castelli intanto ha portato, edulcorandoli un po’, i temi esoterici in Bonelli con il suo Martin Mystere (1982) e, di lì a poco, farà in modo che l’amico Tiziano Sclavi sviluppi da par suo, in Dylan Dog (1986) i temi orrorifici-esoterici di Horror.

Anche Carpi viene – marginalmente – coinvolto, e scrive nel 1990 due episodi di Mystere, L'eredità dei Teutoni e Il volto di Orfeo (numeri 160 e 161). Sempre per la Bonelli editore, scrive anche diversi albi di Zona X, spin-off di Mystere dei primi anni ’90 ancor più marcatamente “iniziatico”, con situazioni “what if” ancor più arrischiate della testata-madre.

Continua comunque il lavoro propriamente esoterico, con varie opere a stampo iniziatico: "Il diavolo: i riti, i sabba, gli esorcismi, tutti i segreti e i patti satanici", Editoriale Albero 1988; Il film “Il ventre di Maria” (1992), da lui sceneggiato dal romanzo della moglie Franca Bigliardi, che presenta un nudo di Maria (poi censurato); e infine "Gesù contro Cristo: tra magia e mistero, il romanzo che svela i segreti del Vangelo", Simonelli 1997, con una visione magico-gnostica della figura di Cristo.

Pier Carpi scompare nel 2000, a soli sessant’anni, sostanzialmente rimosso dal Pantheon del fumetto italiano di cui era, a suo modo, uno dei mentori. Dovrei approfondire maggiormente la sua figura; per intanto, ho elaborato questi due appunti.




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