Achille Lauro is the new D'Annunzio



Ricondivido, con qualche noterella in più, quanto scrivo altrove, come faccio ormai in prevalenza su questo blog. In questo post faccio un breve riassunto di quanto ho scritto in febbraio per Culture Club 51.

Partiamo da questo pezzo su Lauro che ha avuto un discreto successo. Di Lauro, sul blog, avevo scritto già qui.

Il Lauro performer di quest'anno mi ha divertito per la scelta simbolica dei costumi, ovviamente progettata dai designer della Gucci, di cui è uomo-immagine.

Una performance che mi ha ricordato (lo spiego bene nel pezzo di CC51) il D'Annunzio popstar (anche lui, del resto, con retrogusto esoterico: vedi qui).

Un recupero del D'Annunzio pop "da sinistra", verrebbe da dire, simmetrico a quel recupero che viene "da destra" slegandolo dall'ombra mussoliniana e facendone anche qui un eroe libertario. 

Si veda questo interessante fumetto, che non è a mio avviso ancora definitivo in questo processo: ci vuole una rilettura più lisergica ancora, e qualche smussatura del bellicismo. Ma siamo su una buona strada, quella tracciata da Veneziani, Bruno Guerri, Buttafuoco e la galassia (spesso brillante) degli intellettuali della rive droite.


A me il Lauro / Regina Elisabetta mi ha ricordato anche il buon vecchio Civilization (a margine, Achille come eroe greco viene fatto travestire da donna da Teti, per evitare che parla nella guerra di Troia, ove avrà gloria eterna e morte).


E sulla regina ermetica aveva operato, nel 2002, anche Biffi Gentili, intellettuale torinese di primo livello con cui ho avuto modo di cooperare, per un piccolo contributo, al suo CuNeoGotico e sviluppi successivi (come scrivo anche nell'articolo).

Qualche analogia c'è anche nelle Regine Neogotiche di Titti Garelli, che si erano portate col CuNeoGotico a Mondovì (vedi qui). Ma, in generale, il tema dell'androgino è un tema centrale in ogni riflessione esoterica, che oggi si sovrappone al culto del genderfluid. E quindi "la regina che fa il lavoro di un uomo" (vedi "Shakespeare In Love") è sicuramente un'icona interessante da recuperare.

A margine, segnalo qualche altro piccolo pezzo: sulle ultime attività del pittore monregalese Matteo Cordero, non privo di nuances inquietanti, se non esoteriche, su Beatrice Rocca, sull'anagrammatica in questo caso carnascialesca di Roascio. Insomma, pezzi più "di servizio", sull'attività di artisti monregalesi noti e nuovi, in cui c'è sempre una vena di fantastico, di surreale, di weird. Come è giusto che sia.

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