Appunti su alcune Storie del Fumetto



Una serie di appunti su alcune storie del fumetto che mi è capitato di leggere nell'ambito dei miei studi sul fumetto. All'inizio erano una serie di post su facebook, poi ho deciso di concentrarli qui.

1961: Carlo Della Corte, "I fumetti", Mondadori.

Nell'analizzare i vari saggi sul fumetto che ho esaminato nel corso del miei studi sul medium, mi sono accorto che i saggi omnicomprensivi italiani tendono ad essere un po' ripetitivi, mantenendo di fatto sempre la solita struttura. A questo punto, salvo l'utilità delle storie più agili come riferimento immediato da sfogliare quando ci serve un quadro ampio del medium, tanto vale andare alla fonte primaria in ambito italiano (e tra i primi scritti in generale): quello di Della Corte del 1961. Non mancano approssimazioni e semplificazioni, ma perlomeno c'è una scrittura brillante non priva di intuizioni riuscite. Certo, è chiaro: da integrare con altri testi più aggiornati.

1977. Paolo Uva, Storia del fumetto, Fratelli Conte, Napoli


Questo è un altro saggio sui fumetti che ho trovato rovistando nella biblioteca della mia scuola. L'anno prima del graphic novel di Will Eisner (che qui è citato per The Spirit, di cui si denota la "disposizione amorfa" delle vignette)

All'inizio usa le canoniche divisioni: si comincia con l'età delle strip comics, per proseguire con il fumetto avventuroso degli anni '30, ma poi si usa un approccio per generi. Nell'avventura giallistica cita come molti Rip Kirby come "primo eroe con gli occhiali", come primo fumetto più intellettualistico (che dovrei approfondire: non conosco che per sommi capi).

Ma dedica anche un buono spazio alle eroine sexy, fatte partire da Sheena, e date come le sdoganatrici del "fumetto d'autore", anticipando anche la rivoluzione sessuale del '68. In generale, qua e là, inizia a occhieggiare la necessità di fondare in qualche modo il fenomeno ormai dominante nei '70.

Cita poi i fumetti di guerra, i fumetti neri, di cui il primo è Fantax (1948), in Italia. La Bonelli appare sottovalutata, forse coerentemente col clima di legittimazione del "fumetto d'autore". Curiosamente, anche se Pratt ha ampio spazio, è Jacovitti ad essere posto come "massimo autore del fumetto italiano" (non senza fondamenti: e oggi, con il flusso del "fumetto neopop", sarebbe da porre un suo recupero).

Si parla del fumetto apertamente come "nona arte", e nel "macro-genere" del "fumetto intellettuale" se ne crea un canone: Pogo (1940), Barnaby (1942 - apparso sul Politecnico...), Peanuts (1950), Feiffer (1956), BC (1958), Bristow (1960) e Wizard of Iz (1964) entrambi di Hart. La linea tracciata (a parte gli ultimi due recuperi, comunque coerenti) è quella di Eco 1964, e di Linus 1965. Poi Copi, Mafalda, Lunari col '68. Andando indietro si potrebbe porre come fondante Krazy Kat (1910) di Harriman.

Uno sguardo è dedicato anche all'Undergroud Comix, che viene connesso agli anni ’20 delle Tijuana Bibles, e si accenna anche alla sua esistenza negli anni ’50 come fenomeno carsico (che conosco poco), esplode in anni ’60 con Crumb.

Una delle tante opere "tassonomiche", con elementi interessanti ma, come sempre sono queste (vale anche per le altre) un po' ripetitive e sovrapponibili (pur in tratti personali presenti).

Manfredo Guerrera, Storia del fumetto, Newton Compton (1995)

Una guida essenziale ma utile come prontuario di rapida consultazione. Efficaci anche le schede finali. Ovviamente non esaustivo, ma per la sua snellezza può servire da punto di partenza.

Utopia Comics Magazine, primo magazine.

1996.

Moliterni, Mellot, Denni, Il fumetto - cent'anni di avventura, Electa (1996)

Un'altra valida guida introduttiva al fumetto, l'unico testo teorico presente nella biblioteca della mia scuola, quello che consiglio a colleghi e allievi che vogliono iniziare a farsi un piccolo quadro teorico. Corto Maltese e Lucky Luke in copertina mostrano l'approccio, che mescola - oltre l'inevitabile riferimento agli USA - un doppio percorso incentrato su fumetto italiano e fumetto francese. Piuttosto dettagliato, permette anche piccole scoperte soprattutto al neofita del genere, ed è una buona mappa di base anche per il lettore esperto.

Pietro Favari, Le Nuvole Parlanti, Edizioni Dedalo (1996)

Questo volume l'ho conosciuto alla sua uscita, poiché un paio di miei cari amici si erano iscritti al DAMS di Bologna (non esisteva ancora la filiazione torinese, che sarebbe arrivata di lì a poco), nel mito di Eco e Pazienza, e si erano iscritti al corso del suo autore. Io ero ai primi anni di lettere a Torino e molto curioso di questi corsi, del tutto assenti da noi allora (non so oggi). Quindi lessi con grande interesse questo volume, confrontandomi con chi lo studiava con lo stesso autore. In quell'era pre-internet (o, meglio, di internet ai primordi) fu una miniera di informazioni utili, un primo quadro storico dettagliato dopo quello sintetico dei vari bignamini recuperati in giro (di cui ho scritto).

Franco Restaino, Storia del fumetto. Da Yellow Kid ai manga, UTET (2004)


Su questo saggio del 2004, pubblicato dalla prestigiosa UTET, è noto per le polemiche che ha suscitato, che portarono a una petizione per il ritiro (vedi il link).

Al di là di questo, colpisce nel testo la dichiarata adozione di Yellow Kid come starting point del fumetto, fuori tempo massimo, e anche (pur essendo importante trattare di questo aspetto) l'uso per la cover di un quadro di Lichtenstein, un'opera pittorica derivativa, invece di un fumetto.

Sbaglierò, ma è una delle ultime opere onnicomprensive sul fumetto in Italia: le forti critiche probabilmente poi portarono a maggiore attenzione.

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Un censimento di opere (molte le dovrei vedere) sul fumetto in Italia è presente qui:

http://www.lfb.it/fff/fumetto/biblio/ita1952-69.htm

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