Appunti sulla saggistica del fumetto.




Da sempre sono appassionato di fumetto, e almeno dagli anni delle superiori ho iniziato ad associare alla lettura dei comics l'approfondimento teorico sugli stessi. Mi sono però reso conto ultimamente che queste molteplici letture rischiavano di essere un po' disorganiche, e allora ho deciso di elaborare questo post per assemblare alcuni riferimenti, integrandoli con altri emersi in corso di approfondimento. 

Un post eternamente "in progress", dunque, con brevissime schede di lettura (che ho recuperato da quelle, molto episodiche, scritte su facebook) o rimandi a più ampie analisi dei singoli saggi.

Qui ho raggruppato i saggi rilevanti per la storia del medium in sé, in altri post ho analizzato i saggi in relazione al rapporto tra storia e fumetto.

1920-1950: La Proto-Critica del fumetto.

1924: Gilbert Seldes, "The Seven Lively Arts"

I saggi davvero seminali sui comics sono quelli di Gilbert Seldes, più o meno cento anni fa. Sulla rivista "The Dial" e poi col saggio "The seven lively arts" sdoganò (in modo, allora, provocatorio) il fumetto come medium pari alle altre arti (e anche il cinema, il vaudeville, la radio...). In particolare, pone il "Krazy Kat" (1910) di Harriman come il primo vero fumetto "d'arte", preferendolo di fatto a "Little Nemo", di cui non parla. Si mostra così la sua preferenza per un segno "raw", "lowbrow": una linea che influirà certo su Art Spiegelman, ad esempio (Eco avrà una posizione "di mediazione" ponendo i Peanuts come massimo capolavoro del fumetto).


1942: Martin Sheridan, "Comics and its creators".

Altro testo seminale, con un interessante focus sui creatori dei fumetti, presente anche in Seldes (e che poi, in parte, si sarebbe perso, con la centralità dei personaggi). Molto giornalistico, ma ricco di osservazioni interessanti.


1945-1947: Elio Vittorini, "Il Politecnico".

(vedi Annalisa Stancanelli, Vittorini e i fumetti del Politecnico, 2015)

1946: fumetti e didattica in USA


Solo un articolo di giornale, ma interessante per la sua seminalità. Il collegamento, corretto, a Comenio e al suo testo del 1634 è molto interessante, perché dimostra come seminalmente  ci fosse la consapevolezza di una dimensione "lunga" dell'arte sequenziale. Tratto dall'eccellente gruppo "Platinum Era Comic Books and Periodicals", articolo dell'INS Syndacate (pubblicato quindi su vari giornali del periodo), 1946

1947: Coulton Waughn, "The Comics".

Il saggio ritenuto da molti "il primo saggio sui fumetti", quello che codifica il "Mito di Yellow Kid" come "primo fumetto", offuscando la ricca tradizione che parte da Topffer in poi.



1949: Dalla pittura delle caverne ai fumetti Lancelot Hogben 

Saggio tradotto in Italia nel 1952, dove è la prima pubblicazione di critica fumettistica.
Qui l'articolo del blog.

1954: Wertham, "La seduzione degli innocenti".

Il principale saggio contro i comics, asceso a un'aura quasi mitologica.


1960-1970. Umberto Eco e la prima legittimazione del fumetto.



1962: Umberto Eco, Opera aperta.
1964: Umberto Eco, Apocalittici e integrati.
1965 Dibattito Eco-Vittorini-Del Buono sul primo numero di Linus

Le opere di Umberto Eco costituiscono la svolta nella accettazione critica del fumetto, producendo una nuova ondata di saggi più scientifici e "monografici", al di là delle storie onnicomprensive.

1973: Claudio Carabba, "Il fascismo a fumetti", Guaraldi.

Volume molto interessante. Si evidenziano le derivazioni del fumetto fascista da una tendenza preesistente al nazionalismo, al colonialismo e all'antibolscevismo nei comics (vedi La Tradotta, 1918, a p.15), se ne studiano i temi con cura nei vari capitoli (l'educazione dei Balilla, la versione al femminile, l'imperialismo, il razzismo).
Molto interessanti (in negativo, è chiaro) le storielle di De Seta (autore anche delle peggiori cartoline coloniali), con la satira della triade di Yalta (p. 153), i grandi nemici del fascismo: "il ministro Ciurcillone", "Rusveltaccio trottapiano" e "il terribile Stalino, l'orco rosso del Cremlino".
Non manca una proiezione sul presente, coi fumetti fascisti degli anni '70, un sottoinsieme del "fumetto nero" (e si citano anche le posizioni di Gino Sansoni, a p. 190, in elogio di Ettore Muti nel 1971 in polemica con Linus, che non conoscevo).
Interessante anche "Nero a strisce" (p. 174), ricerca del prof. Quintavalle dell'Università di Parma coi suoi studenti, che identifica tracce di fascismo in tutti i fumetti popolari (su questo Carabba è un po' critico).

1980-1990. Eisner, McCloud e la Sequential Art.



1985: Will Eisner, "Sequential Art".




Scott McCloud, "Understanding comics" (1993)
Scott McCloud, Reinventing Comics (2000)
Scott McCloud, Making Comics: Storytelling Secrets of Comics, Manga, and Graphic Novels (2006)

Gli anni '90 vedono la pubblicazione dei volumi di introduzione al fumetto con cui sono cresciuto, e in particolare un fondamentale sviluppo delle teorie di Will Eisner, quelle ad opera di Scott McCloud in Understanding Comics, dove si chiarifica il concetto di closure. L'opera di McCloud si sviluppa sull'arco di tredici anni con i due capitoli successivi che completano il lavoro (e molti interventi sul suo blog).


2000-2010. Il dibattito sul Graphic Novel.

Jan Baetens, "The Graphic Novel" (2001)



Gli anni '10 del fumetto in Italia hanno visto il dibattito sul graphic novel, nuovo termine "nobilitante" apparso già prima nel dibattito USA, ma divenuto qui un - discutibile - grimaldello per la legittimazione culturale del medium. 

Andrea Tosti, Graphic Novel, Tunué (2016)




Boris Battaglia, "E chiamale, se vuoi, graphic novel" (2018)


2019

Daniele Barbieri, "Letteratura a fumetti?", ComicOut (2019)

Daniele Barbieri è un riferimento imprescindibile per chi si interessi ad analizzare i fumetti. In particolare, il suo recente saggio Letteratura a fumetti?, edito in questo 2019 da ComicOut, l'ho trovato piuttosto interessante.






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