Fumetti e Storia / Alcuni appunti.



Alcuni appunti su saggi fumettistici che ho letto, visti per ordine diacronico del soggetto. Alcuni affrontano un fenomeno, una corrente, un autore importante, altri invece sono rilevanti in rapporto a un periodo storico. Un post costantemente in progress, più uno strumento di lavoro mio che un articolo di lettura. 

1820. TOPFFER, IL PADRE DEL FUMETTO

David Kunzle, "Father of the comic strip", University Press of Mississippi (2006).




Questo è un volume particolarmente interessante, solo in parte disponibile online. Indaga nei dettagli la figura di Topffer, il vero padre del fumetto, il primo autore consapevole dello specifico del medium. Notare anche la precisione: "padre della comic strip", perché in effetti la sua padronanza del medium si esercita in questa forma, non ancora sulla tavola.

Ho trovato interessanti due aspetti, tra i vari che si possono intuire sfogliando la versione gratuita.

In primis, come le storie di Topffer, per quanto brevi e comiche, siano già ricche di quello spirito satirico che sarà tipico dei comics (e la loro forza): in modo sottile, eppure caustico.

In secondo luogo, come Topffer abbia avuto fin da subito un certo successo sia "di critica", con considerazione da parte della sfera intellettuale europea (Goethe, ma non solo), sia di pubblico (il primo fumetto stampato negli USA è una riedizione di una sua storia).

1840. MANZONI E FUMETTI

Eleonora Brandigi, "L'archeologia del graphic novel" (2013)

Interessante volume in parte disponibile gratuitamente su Google Books. La cosa che ho trovato interessante, sfogliandolo, è il ruolo che attribuisce ai Promessi Sposi, pesantemente illustrati, come antesignani (parziali, ovviamente) dei graphic novel, negli stessi anni in cui Topffer creava le basi del moderno fumetto, consapevole della sua natura di arte sequenziale.

Precede "Graphic Novel" di Tosti, e si vede: questa nuova opera infatti codifica in modo molto più preciso e dettagliato le riflessioni sul Graphic Novel, che qui sono ancora tracciate secondo i parametri standard (ancora oggi in parte vigenti): "invenzione" da parte di Eisner nel 1978, e così via.

Ma le riflessioni sul "romanzo pesantemente illustrato" manzoniano (diciamo così) sono interessanti.


1861. FUMETTI E RISORGIMENTO


AA.VV., "Strisce di Risorgimento", Comitato 150simo Unità (2011)

Questo è un volume interessante che tratta di fumetto e Risorgimento. Catalogo di una mostra realizzata nel 2011, in occasione dei 150 anni, che analizza in modo critico la continua evoluzione del racconto del Risorgimento anche nel fumetto.

Dal fascismo - che lo integrava nella retorica di regime, ma in un modo spurio e imperfetto, stante la valorizzazione dell'epopea sabauda in cui il Duce ovviamente non aveva ancora ruolo - all'età repubblicana (dove in modo ugualmente poco riuscito cerca di farsi una narrazione unitaria del paese).

Fino alle decostruzioni degli anni '60-'70 (che rivalutano ad esempio i briganti meridionali), e una pluralità di letture dagli anni '80 in poi.

1880. FUMETTI E COLONIALISMO

Laura Scarpa et al., Le storie nere del Corriere dei Piccoli" (2019)

Le storie nere del Corriere dei Piccoli” (2019), sottotitolo “Il colonialismo italiano del primo ‘900, a fumetti”, è un interessante saggio curato da Laura Scarpa


1920. FASCISMO E FUMETTO

1973: Claudio Carabba, "Il fascismo a fumetti", Guaraldi.

Volume molto interessante. Si evidenziano le derivazioni del fumetto fascista da una tendenza preesistente al nazionalismo, al colonialismo e all'antibolscevismo nei comics (vedi La Tradotta, 1918, a p.15), se ne studiano i temi con cura nei vari capitoli (l'educazione dei Balilla, la versione al femminile, l'imperialismo, il razzismo).
Molto interessanti (in negativo, è chiaro) le storielle di De Seta (autore anche delle peggiori cartoline coloniali), con la satira della triade di Yalta (p. 153), i grandi nemici del fascismo: "il ministro Ciurcillone", "Rusveltaccio trottapiano" e "il terribile Stalino, l'orco rosso del Cremlino".
Non manca una proiezione sul presente, coi fumetti fascisti degli anni '70, un sottoinsieme del "fumetto nero" (e si citano anche le posizioni di Gino Sansoni, a p. 190, in elogio di Ettore Muti nel 1971 in polemica con Linus, che non conoscevo).
Interessante anche "Nero a strisce" (p. 174), ricerca del prof. Quintavalle dell'Università di Parma coi suoi studenti, che identifica tracce di fascismo in tutti i fumetti popolari (su questo Carabba è un po' critico).

1930. TOTALITARISMO E FUMETTO

Massimo Bonura, “Cinema, vignette e baionette. La propaganda politica (1930-1945) nel cinema d’animazione” (2020)

Massimo Bonura di notevole interesse per uno dei temi di cui si occupa questo blog, ovvero la lettura della storia tramite il fumetto e, in questo caso, il cartoon e l’animazione.  “Cinema, vignette e baionette. La propaganda politica (1930-1945) nel cinema d’animazione”


1950. MACCARTISMO E FUMETTO.

1954: Wertham, "La seduzione degli innocenti".

Il principale saggio contro i comics, asceso a un'aura quasi mitologica.


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