Midnight Gospel, un'analisi esoterica.




Come molti, specie tra gli appassionati di fumetto e animazione, ho visto The Midnight Gospel e mi è piaciuto. 

Per l'analisi strettamente fumettistica, buona è quella di Marco Andreoletti su Fumettologica, che mette in evidenza soprattutto i riferimenti visuali:

https://www.fumettologica.it/2020/04/midnight-gospel-netflix-recensione/

Tra i nomi citati Michael DeForge a Jesse Jacobs, Go Nagai, 
Heinz Edelmann, Gary Baseman, James Jarvis, Masaaki Yuasa, e in generale l'estetica waporwave.

Molto interessante il rimando a Mark Fisher, The weird and the eerie. Lo strano e l'inquietante nel mondo contemporaneo (2018), che sostiene il mashup come la forma tipica del weird, la combinazione di due elementi non corrispondenti, che è una caratteristica programmatica fondante del surrealismo, che la riprendeva dal processo onirico nello studio freudiano.

Pendleton Ward, autore già dell'acclamato Adventure Time (2010-2018), che devo recuperare, ha qui utilizzato infatti  il vero podcast di Duncan Trussell, che si occupa di temi di meditazione, religiosità soprattutto orientale, esoterismo, inserendo apertamente brani del podcast all'interno del cartoon.

Il protagonista Clancy è ispirato a Duncan: ha la stessa età, 44 anni (anche se ne dimostra meno), e si occupa di gestire uno spacecast, un podcast futuribile. Le persone del cartoon che intervista Clancy hanno lo stesso nome delle persone reali intervistate da Duncan (anche per ragioni pragmatiche, forse, ma istituendo comunque un parallelo forte), e nell'intervista finale - drammaticamente potente - viene volutamente sbagliato il nome di Clancy in Duncan.

A me ovviamente ha colpito in parte anche una certa coincidenza esistenziale: anch'io in fondo sono un blogger - testuale e non audio; più analisi che interviste: d'accordo - che si occupa di esoterismo e ha - quasi - 44 anni. Non sono, ovviamente, nemmeno lontanamente noto come Duncan - al massimo sono noto nella scena fumettistica italiana, in parte - ma per paradosso questo mi avvicina ancor più al personaggio di Clancy, tutt'altro che famoso o di successo (e che non intervista persone reali, ma figure emerse dalla realtà simulata al computer: opere finzionali, dunque).



La migliore analisi della parte simbolica che ho trovato è invece questa:

https://metropolitanmagazine.it/midnight-gospel-significato/

L'autrice coglie brillantemente molti dualismi, in una lettura più psicanalitica che esoterica. Innanzitutto, il dualismo tra il computer, dal monitor di forma triangolare, che rimanda al dio castrante del superego, contrapposto al modulo per la realtà virtuale, che è di forma vaginale (in una regressione, Clancy ci infila la testa dentro ed evade nei suoi mondi virtuali). 


La cosa, aggiungerei, ha un elemento kubrickiano: il computer ha un rapporto - freudiano, certo - simile a quello di Hal 9000 con gli astronauti a lui affidati.

L'altro dualismo brillante che viene colto è l'antinomia tra l'evidente raccolta delle scarpe (il protagonista "cammina per qualche chilometro nelle scarpe degli altri", secondo un detto dei nativi americani, e quindi ne conserva le scarpe come cimelio), che restano però un elemento inerte, e gli esseri viventi che porta involontariamente  nel suo mondo, che hanno invece un ruolo importante ed attivo. In sostanza, l'esperienza che raccogliamo consciamente dagli altri è meno produttiva del portato inconscio.

Interessante anche la menzione di Anthony Gill e del suo “supermarket delle religioni” (2003), che si riferisce proprio a questo bric-a-brac esoterico ostentato nello spacecast, tra mindfulness e pensiero positivo che però preludono a una riflessione più intensa.

L'opera è dunque molto intrigante sotto il profilo esoterico, per cui offre spunti ricchissimi sia nella parte visuale della storia, che in quella testuale (che quasi sempre divergono: le vicende dei protagonisti sono avventure estreme, che loro svolgono con nonchalanche continuando le loro riflessioni filosofiche). I mondi visitati sono sempre sul punto di un'apocalisse, per colpa dell'incuria di Clancy nella manutenzione del computer. Il dialogo filosofico di Clancy con gli "illuminati" che trova rimandano al famoso aneddoto buddista (che viene poi apertamente citato) in cui il monaco, in procinto di morire in un dirupo, assapora una fragola. In sintesi, è il de consolatione philosophiae epicureo e stoico: nella brevità apparentemente insensata della vita solo la meditazione ci offre un balsamo all'anima.






Impossibile dare conto di tutte le citazioni visuali: ne evidenzio alcune, le più esoteriche. Dopo una prima puntata introduttiva, dedicata alla discussione del tema delle droghe iniziatiche in mezzo a una apocalisse zombie, la seconda, che affronta il tema (centrale) della morte vede l'eroe assumere l'avatar di Abraxas, la divinità gnostica.

La terza puntata è tutta incentrata sulla magia cerimoniale, con elementi anche originali. Si sottolinea la seminalità del culto di Enlil a Nippur, i cui elementi seminali sarebbero poi stati portati in occidente dai templari.

Nippur / Nibru (che si collega anche al pianeta Nibiru dei cultori dell'ipotesi alienologica sullo sviluppo della civiltà) è dal IV secolo a.C. una delle più antiche città mesopotamiche, e la città sacra dei sumeri con la "casa sulla montagna" (Ekur) del dio principale, Enlil, che resterà tale fino alla nuova centralità anche religiosa di Babilonia con Hammurabi, nel 1700 a.C. (che riprenderà i tratti di Enlin su Marduk).

Il luogo era la "cerniera" tra cielo e terra, ruolo svolto tra gli dei da Enlil stesso. Il caos primigenio genera Cielo e Terra, dal cui abbraccio eterno nasce Enlil, il quale li separa - restandone il punto di congiunzione, "signore delle Tempeste" come significa l'etimologia del suo nome. In quattro diverse metamorfosi (primo Dio a compierle) genera quattro divinità minori con la sposa Ninlil; egli inoltre scatena un diluvio universale per punire l'umanità che turba il suo sonno.

Insomma, in effetti un mito fondante, che non viene qui connesso apertamente al testo biblico, che viene però presentato come testo da meditare in forma esoterico-iniziatica durante il podcast. Si cita a margine anche Crowley, che ha reso seminalmente noti temi simili nella cultura pop.

Nell'episodio 4 appare il tema poi ricorrente del perdono, verso di sé e verso gli altri, come necessario momento di distacco. C'è inoltre qui la ripresa della Rosa quale importante simbolo iniziatico (con una citazione, anche, del Piccolo Principe di Saint-Exupery).



L'episodio 5 analizza il tema delle reincarnazioni buddiste, ma fondendolo col quello del giudizio di stampo egiziano (il cuore pesato a raffronto di una piuma). Non a caso per la "prigione del corpo" buddista si fa riferimento a una "esoteric trap".

Il sesto episodio, "Avventure con onore", mostra anche l'uso "razionale" del generatore di mondi per razziarli alla ricerca di tesori, come fatto dai vicini "agricoltori di mondi" di Clancy, alla ricerca del corno d'oro di un virginale unicorno.




Nella settima puntata, dedicata alla morte in senso generale (e poi molto più emotivo e personale nell'otto), si ascende a un paradiso sefirotico dove notiamo un Gesù presentato come il Bagatto delle carte.

Molto interessante anche il discorso sull'imbalsamazione, tecnica egizia sviluppata in USA durante la guerra civile americana per conservare i corpi e consentire ai cari di rivederli anche dopo molto tempo, un'ultima volta. Dopo la guerra, ciò originerà le pompe funebri e un distacco - in USA e nel mondo - dal corpo dei morti, che non consente di dare l'ultimo saluto.

Ma queste sono solo alcune mie annotazioni personali di elementi che mi hanno colpito; ne sarebbe necessaria una accurata versione annotata (specie per la parte visuale) per cogliere e sciogliere tutti i simbolismi. Oppure, si può rivedere la serie come per fare una estrazione di carte tarologiche, identificando in modo casuale simboli da interpretare.



Per concludere, nella scena fumettistica italiana di avanguardia non sono mancate constatazioni amare, ma con un fondo di verità, sulla fascinazione di pubblico e critica per un prodotto commerciale che fagocita stimoli provenienti dall'underground e dalla ricerca artistica e li usa per i propri scopi (come è normale che avvenga). A parte il fatto che il prodotto, pur nella logica della produzione di vasta scala, ha una sua indubbia autenticità (si veda per dire il senso della puntata otto, almeno per Duncan sicuramente profondo), la questione che si pone è interessante.


Chi ha, per così dire, uno spacecast di fumetti dovrebbe cercare di dare visibilità maggiore alla scena "indie"? In parte può essere la funzione della critica, dall'altro è necessario parlare anche del mainstream, senza il quale il discorso diventa elitario e, in definitiva, inutile, privandosi di un possibile pubblico.

Cito a questo proposito due titoli che si potrebbero approfondire se vi è piaciuto questo serial: uno, fotografato sopra con la Rosa del mio giardino, è Itero Perpetuo di Adam Tempesta; l'altro è Dogmadrome di Lorenzo Mò, rivelazione fumettistica del 2019 e mio concittadino monregalese, di cui ho scritto qui.

Insomma, il Vangelo di Mezzanotte, come dichiara il suo stesso nome, è un'opera ricca di spunti ermetici, che conferma il rapporto - sotterraneo, ma profondo - tra esoterismo e animazione/fumetto.

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