Barberist su Lo Spazio Bianco / Maggio-Giugno 2020



Ultimamente scrivo molto su altre testate e questo mi porta a trascurare un po' questo mio storico blog. Come mi ero ripromesso, cercherò almeno di riportare gli articoli apparsi sulle tre testate cui collaboro: Culture Club 51, a livello locale, che esce in cartaceo sull'Unione Monregalese; Nerdcore, dove mi occupo di fumetto e cultura pop in generale, mentre su Lo Spazio Bianco, la principale testata online di analisi critica del fumetto, mi occupo dei rapporti tra fumetto e letteratura.

Cercherò d'ora in poi di dare a questi appuntamenti una cadenza mensile; ma, per ora, facciamo un quadro bimestrale.

Cominciamo con i contributi su Lo Spazio Bianco, dove tengo ormai da tempo, come detto, il taglio del rapporto tra letteratura e fumetto: a maggio ho recensito l'adattamento manga del romanzo più famoso della Duras, la riscoperta di un fumetto di Alfredo Castelli che reintepreta a suo modo (e da par suo) il mito del barone di Munchausen, una nuova puntata del Don Camillo di Davide Barzi e soci, che costituisce il maggior successo di questa stagione di adattamenti letterari, grazie all'ottimo lavoro di Barzi ma anche al vasto e sottovalutato seguito di un autore come Guareschi.

Ho anche recensito un volume importante - non strettamente "letterario" - come "Terranera", di Lorenzo Palloni e Martoz, probabilmente tra i due (se non, "i due") autori più importanti ad essersi imposti in questi ultimi anni sulla scena fumettistica italiana. Mi ha fatto particolarmente piacere che Martoz, nel rilanciare il mio pezzo, abbia colto come questo assuma un punto di vista particolare, quello del confronto tra fumetto e letteratura, che è il taglio che ho voluto darmi (specie su Lo Spazio Bianco).





La mia rubrica specifica dedicata a fumetto e letteratura è "Come un romanzo": qui, sono apparsi numerosissimi contributi, anche legati alla distribuzione gratuita, durante il lockdown di aprile e maggio, di numerosi fumetti, tra cui numerosi adattamenti. Da un lato, quelli della serie "Roberto Recchioni presenta"; dall'altro, quella di Kleiner Flug, ma anche il Baudelaire di Coconino. 

L'inferno di Davide La Rosa, il Padre Brown di Barzi per Renoir e l'Isola del Tesoro di Nizzi e Boscarato per Allagalla sono invece opere che mi sono state inviate in recensione.














Su Lo Spazio Bianco seguo anche, con un post al mese, la rubrica "Nella rete del fumetto", dove cerco di cogliere i fermenti più vitali della scena del webcomics italiano. Il pezzo sui Webcomic al Premio Micheluzzi è, ritengo, un contributo interessante per iniziare a tracciare la storia dei webcomics; l'intervista a Davide Costa mi ha permesso di ragionare su un altro approccio al fumetto web, quello delle newsletter (poco usate in Italia). Inoltre, avevo elaborato un numero della rubrica dedicato ai webcomics di fantascienza distopica, oggi in grande fioritura.



Diciotto contributi nell'arco di due-tre mesi: un lavoro che mi ha appassionato e tenuto impegnato durante il lockdown, dove non avevo molte altre opportunità di impiego del tempo libero, ma che probabilmente ora andrà incontro a una decompressione nei ritmi di scrittura.

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