Fenomenologia di Armine Harutyunyan

 


Disclaimer: gioco letterario-esoterico, sulla falsariga del Pendolo di Foucault.
Non prendere in modo troppo serioso.

Vi è in questi ultimi tempi un dibattito circa una nuova modella di Gucci, Armine Harutyunyan, 23enne di origine armena, accusata di non corrispondere a uno standard europeo di bellezza.
Naturalmente, la cosa è pretestuosa, in quanto l'idea di bello, nella modernità novecentesca, si apre inevitabilmente a un "politeismo dei valori estetici", come spiega Umberto Eco nella sua fondamentale "Storia della Bellezza" (e nel necessario compendio, la "Storia della Bruttezza"). Inoltre, una modella (o un modello) non ha lo scopo di incarnare in astratto un ideale di bellezza, ma di fornire un valore iconico tramite propria immagine. Gucci, con Alessandro Michele, si è segnata per una particolare matrice pop in questo senso: vedi l'operazione con Lauro (di cui ho scritto qui) e quella fumettistica con l'autore del manga Jojo (vedi questo interessante pezzo di Mario Pasqualini).

La Harutyunyan rappresenta così intanto un possibile modello di bellezza armena nel Pantheon mondiale, ma il suo aspetto incarna anche una valenza archetipa più profonda.





Le sopracciglia spesse (assieme al naso aquilino) sono probabilmente l'elemento che più ha colpito (i detrattori, in negativo) del suo aspetto. Ma costituiscono visivamente un rimando semantico a Frida Kahlo, la più iconica artista del Novecento (ricchissima di simbolismi ermetici nelle sue opere), che frequentemente operava propri autoritratti in uno stile surrealista personalissimo (nel fumetto, evidenzio l'ottima biografia realizzata da Marco Corona.


Una corrispondenza resa più significativa, volendo, se si considera che Harutyunyan è ella stessa un'artista, discendente da una famiglia armena di tradizione artistica a partire dal bisnonno. La sua arte è decisamente molto pop, e con un vago retrogusto esoterico, come queste scimmie dotate di un terzo occhio in mezzo alla fronte.


Un tipo affilato e aquilino è anche Rossy De Palma, classe 1964, l'attrice feticcio di Pedro Almodovar, forse il massimo regista spagnolo, che ha tra l'altro recitato anche in un iconico film sulla moda, Pret-A-Porter (1994) di Altman.



Le folte sopracciglia sono una caratteristica anche dell'imperatrice Teodora, moglie di Giustinino e figura storica affascinante, nella forse poco attendibile ma intrigante "Storia segreta" scritta da Procopio. L'ultima grande sovrana dell'impero romano unito, da Costantinopoli (da cui il ruolo centrale per Giustiniano anche nel Paradiso Dantesco) e modello indiscutibile di bellezza e fascino antico. Anche la modella ci gioca forse sopra, in una foto.


A questo ruolo di "imperatrice" potrebbe rimandare anche il saluto stile "Ave Caesar" che la modella realizza davanti all'Altare ai caduti della patria (che - si obietta giustamente - non è romano). Il significato potrebbe essere quello di collegarsi simbolicamente ad un "nuovo Cesare" (quale?) come "nuova Teodora". Del resto, il naso aquilino della modella richiama quello di Cesare stesso. Il gesto, colto di lato, sembra quasi più un rimando al "solve et coagula", posa spesso assunta dalle star (anche solo perché visivamente curiosa).



Inoltre, Harutyunyan, tramite il suo instagram, si conferma attenta nella costruzione di sé. Curioso ad esempio questo collegamento da lei evocato:


La "Lady in Ermine" è una "dama con ermellino" che evoca quella leonardesca (che ovviamente non lo indossa, ma lo tiene in mano), ma anche il nome di Armine / Ermine. Una "Venere in pellicia", come quella ritratta da Tiziano Vecellio ed eternata poi da Leopold Von Sacher Masoch.





 Non mancano poi - come per ogni modella - numerosi scatti dal gusto "illuminato", con l'occhio messo in evidenza, e - nell'ultima - la città natale Yerevan connessa a un falco solare, forse d'ascendenza persiana. La mia foto preferita è la seguente, in cui gioca, oltre che col triangolo degli Illuminati come terzo occhio (qui reso con un pesce), nel ribaltamento della propria immagine, tramutando le sue sopracciglia alla Frida Khalo in due baffi alla Salvador Dalì




Naturalmente, la polemica sulla sua bellezza continuerà, anche perché deve giustamente essere sfruttata dalla modella e da Gucci come provocazione che ha ulteriormente aumentato la sua notorietà e la sua forza iconica. 

Ma mi piaceva evidenziarne un certo gusto ermetico nelle citazioni stratificate.
E sono quelle che rendono Armine Harutyunyan un'opera d'arte.



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