Tomorrowland, Gli Incredibili e il Gigante di Ferro: il cinema di Brad Bird.

 



Recuperi in TV: "Tomorrowland" (2015) di Brad Bird (classe 1957), regista soprattutto di film di animazione: "Il gigante di ferro" (1999), "Gli incredibili", capitoli 1 e 2 (2004-2018), e "Ratatouille" (2007). Di suo non ho visto solo l'altro live action, "Mission Impossible - Ghost Protocol (2011). 

Il film, al di là dell'elemento action per ragazzi, è interessante per una certa riflessione sulla scienza e sulla tecnocrazia, in bilico tra avvertimento ecologico e fascinazione positivistica. Il film, prodotto dalla Disney con lo stesso nome di uno dei suoi parchi futuribili (ma la "città del domani" è un'altra, nel film), indaga il tema della profezia che si autoavvera, l'aspetto più interessante: per distruggere un'umanità che ritengono da condannare, gli "illuminati" della Città del Sole/del Futuro fanno credere agli uomini che non ci sia più prospettiva. 

Tanto basta per inserirlo, sia pure un po' in posizione marginale, tra i "film del NWO" per i siti complottisti. Interessante che il tema della manipolazione delle masse c'è anche (derivato, ed edulcorato, da Watchmen) negli "Incredibles" - proprio tramite un "Gigante di ferro", tra l'altro, in questo caso. Che poi, il film è ambientato nel 1957, a Roswell, all'indomani del lancio dello Sputnik (il 4 ottobre di quell'anno), l'anno di nascita del regista.

Il Gigante di Ferro ebbe una forte valenza per il regista: quando ha iniziato a lavorare al film, Bird stava affrontando la morte di sua sorella, uccisa con un’arma da fuoco dall'ex marito. 

Mentre cercava materiale per il film, il regista scoprì che Ted Hughes scrisse "L'uomo di ferro" nel 1968 per confortare i suoi figli dopo che sua moglie, Sylvia Plath, si era tolta la vita (1963), in particolare attraverso la metafora del Gigante in grado di riassemblarsi da solo dopo essere stato danneggiato.

Complica le cose il fatto che Hughes sia accusato di aver spinto al suicidio la Plath con una relazione abusiva; sei anni dopo la morte della Plath, il 25 marzo 1969, Assia Wevill (l'amante di Hughes) si suicidò, coinvolgendo nella sua morte anche la loro figlia, Alexandra Tatiana Eloise Wevill (Shura), nata il 3 marzo 1965. 

Il romanzo, intitolato originariamente The Iron Man (come il fumetto, apparso nel 1963: e Hughes era fin dall'infanzia cultore di fumetti), divenne poi anche un'Opera Rock. L'originale è più esoterico della versione di Bird: il Gigante di Ferro affronta un Drago venuto anch'esso dallo spazio che, sconfitto, insegna agli uomini la Musica delle Sfere, che esso conosce.

Insomma, nell'opera di Bird ci sono una serie di connessiono che i complottari non fanno, e che sarebbero interessanti da sviluppare, se uno volesse abbandonarsi a questo divertissment.


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