Tintoretto, un ribelle a Venezia.


LORENZO BARBERIS

Cinquecento anni, mezzo millennio dalla nascita di Jacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594), uno dei più importanti pittori del rinascimento non solo veneziano. Sky Arte ha dedicato al pittore un docu-film, ma anche - elemento interessante di novità - una graphic novel, pubblicata da TIWI.

Da tempo il filone delle biografie di artisti a fumetti gode di un suo successo, in virtù dell'innegabile bellezza visiva del tema. Tintoretto, poi, "furioso" per il Vasari, è particolarmente adatto a vestire i panni dell'eroe romantico in salsa pop: tanto che anche una rockstar del calibro di David Bowie venerava l'artista italiano come un modello di riferimento.

La graphic novel - sceneggiata da Alberto Bonanni - è pensata con un taglio divulgativo, per un pubblico di ragazzi tra fine delle medie e primi anni delle superiori: e questo lima inevitabilmente alcune venature più torbide che si sarebbero potute scavare nella vita dell'artista, in quell'epoca affascinante e travagliata (a Venezia, poi). Tuttavia, l'efficacia didattica perseguita è innegabile, e l'opera sviluppa con chiarezza ma senza pedanteria la vicenda che vede contrapporsi Tintoretto al più celebre e affermato Tiziano, in una reale contesa artistica per il predominio sulla scena della laguna che vede il secondo, maestro più anziano e riverito, dominare per tutta la vita, anche se non incontrastato. In qualcosa, il modello sembra quello di un romanzo come "Il tormento e l'estasi" di Irving Stone - naturalmente più ampio e complesso - dove diveniva portante la sottotrama del contrasto a distanza tra Leonardo e il protagonista Michelangelo (che qui occhieggia sullo sfondo in qualche citazione).


Come si può notare dagli ampi credits, che sopra riportiamo, si può notare come questo fumetto è ormai - al pari di molti altri - un lavoro professionale corale, in cui entrano in gioco molteplici competenze. I disegni, come si può notare, sono spartiti tra una parte centrale di Gianmarco Veronesi con prologo ed epilogo di Matteo Bellisario (con sfondi di Migaldi, Croci e Lecce). La scelta è quella di un segno che - pur nella riconoscibilità dei due tratti - punta a una forte continuità più che a uno stacco netto o una contrapposizione: la linea adottata ricorda per certi versi la ligne claire di molto fumetto divulgativo francese di taglio storico o biografico, nella scelta di lasciare ampio spazio alla forza del colore (di cui parleremo a breve).

In particolare, però, si può notare l'accortezza di un segno che, pur realistico (in senso lato, per influsso dello stilema bonelliano moderno) è attento a darsi una sua efficace sintesi che lo stacchi dal segno pittorico ricco dell'autore, in modo da creare un elegante dialogo tra le tavole a fumetto e i quadri del pittore inseriti in modo ben calibrato nella storia. In questo senso, anche la scelta di un segno piuttosto coeso tra i due disegnatori aiuta nel creare un più equilibrato bilanciamento fumetto/arte, che sarebbe reso più delicato da un rapporto tra tre segni nettamente diversi.

Similmente, la scelta del formato orizzontale (non così usuale nel fumetto, anche nella graphic novel) è portata probabilmente dallo sviluppo orizzontale di molti dipinti di Tintoretto, specie tra quelli qui riprodotti a scandire le tappe cruciali della sua carriera. Si genera così una griglia inconsueta, basata su uno schema base di dodici vignette quadrate 4 X 3 (tre strip di quattro vignette). La struttura prescelta è molto regolare, con un preciso allineamento delle vignette, e gli autori giocano molto bene sulla loro variazione, sfruttando pressoché tutte le possibili variazioni generabili associando tra loro due o più vignette in un unico modulo (prevale anche in questo caso, comunque, un modulo orizzontale).


Parlando di un volume su un pittore, e tanto più se si parla di pittura veneta, è fondamentale l'apporto dei coloristi nella realizzazione dell'opera (si tratta in ogni caso, chiaramente, di un ruolo che viene giustamente valorizzato oggi nel fumetto). Lorenzo Fornaciari, Francesco Segala, Alberto Bugiù sono chiamati al difficile compito del confronto più diretto con le opere dell'artista, che vanno cromaticamente amalgamate al loro intervento nel fumetto. La scelta appare quella di evitare un rapporto di contrasto, mantenendo dei cromatismi che non si stacchino troppo, di fondo, da quelli del pittore ma al tempo stesso se ne pongano al servizio, permettendo che l'apparizione di ogni tela - quasi sempre in splash page - rappresenti un momento forte della storia.

Insomma, un volume a fumetti decisamente riuscito nei suoi scopi, particolarmente indicato come supporto didattico per la fascia d'età di riferimento (grazie anche ad alcune schede integrative finali su vari aspetti dell'autore e della sua produzione), e di cui un pubblico più adulto può comunque apprezzare l'eleganza grafica e visuale grazie a una notevole cura formale nella confezione dell'opera. Interessante inoltre, per gli amanti del medium fumetto, l'ingresso nella produzione fumettistica di un colosso "esterno" come Sky, una sinergia che potrebbe avere altri promettenti sviluppi nell'ambito del romanzo a fumetti divulgativo e autoriale.


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